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MADDALONI- Oltre il riordino delle strisce blu (servizio prima sospeso e recentemente revocato alla Csi), c’è di più. Tra il comune e la società affidataria è in atto un contenzioso, un’inchiesta e una rottura dei rapporti contrattuali che si è trasformata nei mesi in azione di «recupero delle legalità amministrativa», affidata al commissario straordinario Samuele De Lucia. Viste le verifiche amministrative, giudiziarie e investigative in corso, la Csi non sarà più né coinvolta nella gestione dei tributi (130 mila euro contesi e poi restituiti) e nemmeno la titolare del servizio dei parcheggi a pagamento  affidati alla medesima società (in scadenza il 31 dicembre prossimo). Rivangare le vicende giudiziarie e amministrative in corso sarebbe pura accademia. Per due motivi: primo, l’azione della magistratura è tutta in divenire, quindi azzardare scenari è prematuro, pura presunzione e nemmeno legittimo verso le parti che faranno valere le reciproche ragioni nelle sedi competenti. Restano due gravi certezze. La prima riapre una ferita già apertissima su cui la pattuglia di aspiranti sindaci in pectore, l’esercito di consiglieri comunali in cerca di un posto al sole, le brigate di notisti di politica del fumo e i plotoni di mediatori, pontieri e faccendieri del consenso spicciolo si tengono rigorosamente alla larga. La città di Maddaloni riceve ancora, da questa vicenda,  un altro sonoro ceffone da un amministrazione della cosa pubblica alquanto approssimativa. Controlli serrati, raccolta e verifica di segnalazioni documentate non avrebbero evitato di precipitare in una situazione imbarazzante perché è scomparso il servizio di parcheggi a pagamento sempre preferibile alla giungla del parcheggio libero e piacimento. Al posto dei grattini (la cui emissione è stata controllata dai Carabinieri) sono arrivati i parcheggiatori abusivi. E per incanto si è ridotta drasticamente la disponibilità di posti auto anche là dove c’era strisce blu erano sempre deserte. Delle due l’una: o, grazie al boom delle vendita di auto è aumentato il parco auto, oppure il maddalonese medio è tornato a utilizzare la strada come posto auto permanente. Storie di ordinaria maddalonesità che fa arrossire. Secondo. Se ci sono vittime certe in questa vicenda sono i 20 vigilini che da giugno non percepiscono stipendio. E sono pure senza garanzie di accesso agli ammortizzatori sociali. E come se non bastasse lottano al momento per mantenere o strappare garanzie del mantenimento dei livelli occupazionali in caso di futura riattivazione del servizio. Messi sul lastrico si stanno mobilitando per recuperare parte di stipendi, emolumenti e spettanze non ricevute. Non ce ne vogliano ma sono il classico prototipo di persone indifese, e per questo «cornute e mazziate». Senza lavoro e senza stipendio. E con un futuro tutto da costruire. Scusate se è poco. Di questi tempi, una simile quadro incerto sbriciola la fiducia delle persone e mina dalle fondamenta la stabilità di intere famiglie. Adesso che la tempesta occupazionale è in pieno svolgimento, il sostegno va a chi non ha più certezze. E alla città che ha perso un altro servizio, forse migliorabile, forse contestabile certamente utile. Sappiamo già che un altro appalto o affidamento, come quello appena revocato, non ci sarà. Sappiamo già che il commissario straordinario Samuele De Lucia non vuole impiegarsi in un bando di gara. Nulla sarà più come prima: scompare la pratica amministrativa della modalità provvisoria di affidamento, trasformata in aggiudicazione definitiva prima della scadenza imminente del 31 dicembre. La palla passerà, per il bando per i parcheggi a pagamento, alla Stazione Unica Appaltante (Sua). E mente  si rimetteranno in moto le procedure, 20 famiglie resteranno nel «limbo degli ammortizzatori sociali e della mancanza di certezza per il futuro». E mentre il dramma si compie, tutto intorno, gioie armate di politici silenziosi, mai presenti prima sulle scena cittadina o nella scomodissima azione di denuncia, controllo o di cittadinanza attiva, riscoprono la voglia di fare, di esserci, di intraprendere e di partecipare. E’ il potere della poltrona, che riaccende i cuori, grazie ai dolci zefiri delle brezze elettorali primaverili.
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