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Caserta- “Di cio’ che sia avvenuto al Congresso di Radicali Italiani all’ arena politica interessa esclusivamente il posizionamento dei Radicali sul referendum costituzionale . Se per avventura ci si addentrasse sul sito di radicali italiani si scoprirebbe un ventaglio di attivita’ speculative volte alla risoluzione delle criticita’ politiche ‘ dei giorni nostri che farebbero arrossire chiunque in modo candido continua a ripetere questa domanda : ” Ma i radicali che fanno al referendum ? ” . Il punto di domanda nasce dalla incertezza di chi chiede per lo piu’ perche ‘ non convinto delle sue posizioni mentre ben piu’ salde sono le posizioni degli iscritti alle varie correnti partitocratiche . Se Emma Bonino dall’ altezza della sua storia politica si schiera con l’ appoggio al Referendum ma con dubbi enormi , il Congresso ha rivendicato la sua indipendenza di pensiero sostenendo azioni legali che nelle prossime settimane saranno discusse dai tribunali civili , amministrativi e dall’ Ufficio per il referendum della Corte di Cassazione , volte a sottoporre alla Consulta la questione in merito alla necessita ‘ di un referendum per parti separate, ritenendo inaccettabile per uno Stato di diritto l’ ipotesi che non ci sia un giudice che si dichiari competente dei ricorsi proposti . Il Congresso , considerato che sia tra i favorevoli e i contrari si riconosce che la Carta Costituzionale andra’ rivista qualunque sia il risultato del 4 dicembre e che la modifica della legge elettorale e’ gia’ iscritta nell’ agenda della politica . A causa degli ostacoli discriminatori e irragionevoli che la legge pone per la raccolta firme , il diritto di promuovere il referendum e’ negato alla maggioranza dei cittadini e rimane riservato esclusivamente ai grandi partiti e organizzazioni sindacali , gli unici a poter contare su un esercito di autenticatori e sulle risorse patrimoniali indispensabili per portare a successo l’ iniziativa . Ecco perche ‘ il Congresso rilancia l’ obiettivo di un Referendum Act , fortemente voluto da Mario Staderini , come riforma di sistema che sostituisca l’ intera procedura referendaria secondo le migliori pratiche internazionali . Il Movimento si mobilita anche attraverso la nonviolenza , per incalzare le istituzioni , a partire da Governo e Parlamento , per l’ immediato superamentodegli ostacoli in materia di autenticazione e cetificazione delle firme che impediscono la raccolta , per poi arrivare all’ approvazione dell’ intero Referendum Act.”