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Carlo Scalera
Carissimi, voi che mi leggete dovete sapere che il sottoscritto non è per niente contrario quando la gente onesta si riunisce. Bene chiarito questo, mi permetto di parlarvi di alcune mie considerazioni sulla sinistra a Maddaloni. Un tempo, a Maddaloni, la sinistra, a torto o ragione, era considerata la sponda d’approdo delle classi meno abbienti, dei lavoratori tutti e di coloro che sognavano un mondo meno diseguale e più giusto. Oggi mi vogliono far capire che non è più così. Nel mio paese, Maddaloni, storicamente, abbiamo avuto miriadi di esempi e di fasi di lotta spesso anche cruente, dalle occupazioni delle case, alle marce a difesa dell’inquinamento, ai blocchi stradali e agli scioperi generali, a quelli a oltranza nei luoghi di lavoro di un tempo. E ogni volta alla guida di queste rivendicazioni era forte l’impronta della classe politica di sinistra che contribuiva a tracciare il percorso e ad indicare la via. Battaglie giuste o sbagliate, ma nessuno si sentiva abbandonato a se stesso o totalmente in balia degli eventi. Al contrario di oggi, dove i sempre meno lavoratori attivi con grande fatica sono organizzati dal fallito e svenduto Sindacato che a sua volta ha sempre maggiori difficoltà a trovare sponde politiche nelle istituzioni allo scopo di affrontare e risolvere le questioni terminanti. Ma è un ragionamento che vale indistintamente per tutti i cittadini, spesso e volentieri vessati dall’iniquità delle tasse, dalla burocrazia, dall’inefficienza della Pubblica Amministrazione e dall’assenza di prospettive e opportunità. Come scrivevo in un post, oggi la “rappresentanza” si regge innanzitutto sui concetti di credibilità e fiducia. Oggi i cittadini denunciano un grave deficit di credibilità nella classe dirigente politica locale e di conseguenza non si fidano di essa. Possiamo dire di vivere, in particolare nel nostro territorio, in un’epoca di delegittimazione reciproca o incrociata dove chiunque viene messo in discussione e nessuno riesce a garantisce il livello minimo e indispensabile di credibilità tale da poter rappresentare le istanze e gli interessi dei cittadini.
Con Lombardi e Farina, gli ultimi sindaci di area centro sinistra eletti a grande maggioranza, in poche parole gli ultimi a risultare complessivamente credibili e capacI di rappresentare concretamente e indistintamente le istanze popolari della maggior parte dei cittadini che di loro si fidavano. Dopo di questi , la loro eredità politica è stata per certi versi dilapidata: il PD ha progressivamente intrapreso nel territorio un percorso di crisi, DISTRUGGENDO LA VERA SINISTRA, e disintegrando la propria immagine e la propria rappresentanza di cui immediatamente ha saputo approfittare la destra ( che oggi, si vuole trasformare sentendo odore di vittoria della sinistra) . In considerazione di ciò, il PD locale e la vera sinistra, oltre a dover ricalibrare e riarticolare la propria presenza nel territorio, dovrà necessariamente tornare a essere una vera forza di sinistra rioccupandosi, innanzitutto, della battaglia madre per il territorio, e di conseguenza anche la più sentita tra i cittadini, ovvero quella del lavoro, della casa e dei diritti della salute. Ma contestualmente, in linea con i propositi soprammenzionati in apertura di articolo, dovrà anche dare il via a una profonda operazione di restyling puntando con coraggio sui propri giovani migliori non compromessi dalle stantie logiche correntizie di partito e capaci realmente di essere popolari, di sporcarsi le mani, di esporsi per le battaglie che contano e di rappresentare nuovamente un’alternativa e un punto di riferimento per i cittadini disorientati e disaffezionati dalla politica. Insomma, di essere prima di tutto militanti tra la gente e qui le primarie sono fondamentali e poi dirigenti del partito.
Carlo Scalera