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Progetto Maddaloni
I maddalonesi per pagare i tributi comunali devono fare i conti con la IAP in virtù di una concessione che nata solo per la riscossione coattiva è divenuta, attraverso vicende poco trasparenti, la concessionaria della maggior parte dei tributi locali. All’inizio la sola riscossione forzata poteva essere accettabile perché quando si arriva ad un contenzioso è sempre meglio affidarsi ad una terza parte visto che il Comune resta comunque la casa del cittadino. Purtroppo, come spesso accade c’è sempre chi cerca di approfittare della circostanza per tornaconto personale perché, sarebbe ipocrita non dirlo, affidare all’esterno un servizio comunale può diventare occasione per clientele politiche soprattutto quando la classe dirigente non lesina remore in affarismi.
Ciò premesso non volendo correre il rischio di accuse generiche ci interessa sottolineare due questioni. La prima riguarda il pagamento dei canoni idrici che i cittadini devono pagare versando il dovuto su un conto corrente intestato alla IAP. Ci chiediamo come sia possibile e legittima una tale procedura. Sarebbe corretto versare in un conto corrente del Comune o in un conto cointestato IAP e Comune di Maddaloni. Invece, siamo nella condizione paradossale che il Comune di Maddaloni – titolare del credito – non è in grado di sapere quanto viene incassato, lo deve chiedere alla IAP non potendo accedere ad un conto corrente che non è il suo, insomma deve fidarsi del suo esattore di come vanno le riscossioni e di questi tempi è cosa davvero straordinaria. Cosa altrettanto anomala è la trattenuta alla fonte da parte della IAP a titolo di aggio contrattuale, cosa possibile proprio perché i soldi del Comune sono nelle mani della IAP.
In pratica siamo in una condizione feudale in cui il feudatario incassa per conto del re ma è il primo che decide quando e quanto rimettere al re.
La seconda questione riguarda gli accertamenti che da alcuni mesi i cittadini ricevono per ICI/IMU prescritti o non dovuti che – a quanto pare – vengono negoziati in sede IAP in modo forfettario. In pratica un cittadino riceve un’ingiunzione per omesso pagamento di ICI/IMU prescritta o non dovuta, il cittadino ignaro viene invitato a regolare la posizione anche facendogli pagare meno del dovuto. E’ chiaro che non compete all’esattore fare sconti discrezionali a meno che non si tratti di raschiare il fondo del barile dopo la valanga dei primi accertamenti e facendo affidamento sul fatto che pochi sono disposti ad invocare la prescrizione per vie legali e molti disposti a regolare alla buona le cartelle. Anche in tal caso viene da chiedersi se il Comune sia a conoscenza di tali episodi, se ha contezza di tali anomale procedure, se nelle casse comunali sono entrate somme per imposte prescritte.
Perciò invitiamo il Commissario Straordinario a verificare tali episodi e – se rispondenti al vero – a diffidare la IAP ad astenersi da atti vessatori nei confronti dei cittadini. Mentre per i canoni idrici chiediamo come sia stata possibile una tale leggerezza e come rimediare al più presto.
Progetto Maddaloni 2.0 denuncia il fallimento di questo tipo di esternalizzazione e ritiene necessario che l’accertamento e la riscossione ordinaria dei tributi locali sia effettuata direttamente dal Comune, perché il Comune è la casa dei cittadini dove ognuno deve sentirsi a proprio agio, dove ogni cittadino non deve pensare che l’esattore possa avere un interesse privato nel far pagare il dovuto.
Progetto Maddaloni 2.0