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 Cementir

Hanno marciato di nuovo su Napoli. Domani, si apre il tavolo al Ministero dello sviluppo economico a Roma: Cementir confermerà i licenziamenti (per 200 unità di cui 10 presso lo stabilimento di Maddaloni). Una conferma condizionata allo sblocco delle attività estrattive già autorizzate. E proprio per questo la manifestazione di stamattina ha paerto una breccia nel muro delle burocrazia regionale. La delegazione di lavoratori e sindacati (Fillea-Cigl, Filca-Cial e Feneal-Uil) sono stati ricevuto dal dottor Cimmino, delegato del presidente Vincenzo De Lucia alla vertenza. Sembra proprio che la Regione darà risposte all’intero comparto estrattivo regionale. La prossima settimana il vice-presidiente regionale e assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola incontrerà le parti per illustrare il progetto di proroga che, già analizzato nella quarta commissione consiliare, dovrebbe approdare il consiglio regionale. La strategia dello stato di agitazione, degli scioperi nazionali, delle pressioni su gli organi istituzionali sembra che abbia cominciato a far muovere gli ingranaggi istituzionali. C’è una diffusa reistenza ad affrontare il problema cava e attività estrattive. Ma c’è la consapevolezza che non si sta discutendo l’apertura di nuovi fronti di scavo ma solamente dell’esaurimento dei materiali da estrarre, accumulati per il fortissimo rallentamento imposto dalla crisi dell’edilizia e non solo. Si avvicina, nonostante le resistenze, il momento delle scelte inderogabili.