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 comune maddaloni
Litigi e malumori ai piani alti del comune di Maddaloni. La tregua è già finita. E la pace è solo un pallido ricordo. I vertici dirigenziali hanno ricominciato a vivere da separati in casa: lontano dalla vista, lontano dai contrasti. Sembrava che il duo (commissario straordinario Samuele De Lucia e neosegretario generale Giuseppe Di Cicco) avesse trovato la quadratura del cerchio. Tre «posizioni organizzative» (Polizia municipale, strumenti finanziari e risorse umane nonché servizi alla persona) e più una manciata di posizioni di responsabilità e il gioco sembrava fatto. Si ritorna ai bei tempi delle guerre di corridoio. E questa volta invece è accaduto quello che non è mai accaduto prima nella storia dell’ente locale. Da qualche giorno, il segretario Di Cicco ha traslocato: il nuovo ufficio è stato collocato ben lontano dai dipendenti che deve dirigere, addirittura nei locali della biblioteca dell’ex Giordano Bruno. La separazione logistica volontaria, sia dai vertici commissariali che dai funzionari si è consumata dopo un ruvido scambio di opinioni o una divergenza di opinione con i responsabili dei servizi finanziari. Meglio evitare occasioni di attrito per non compromettere i precari equilibri. Il pensiero va a Maria Carmina Cotugno, l’ultimo segretario comunale che ha collezionato una lunga lista di attriti con i sindaci (Cerreto e De Lucia) e con i dipendenti. Non si contano poi gli attriti con i sindacati. I due segretari che si sono passati il testimone sono accumunati da un unico giudizio  sindacale. «Al comune di Maddaloni –spiega Giuseppe De Lucia (Csa)- non cambierà mai niente. Cambiano gli scenari ma gli attori sono sempre gli stessi; e anche il copione si ripete uguale e scontato. Tutto cambia ma nulla muta. I due ultimi segretari continuano imperterriti a non dare risposte sulla legittimità degli atti di riorganizzazione del personale. Anzi, hanno snobbato fino ad oggi tutte le eccezioni di legittimità». E il risultato è ora sotto gli occhi di tutti.  Alla fine, secondo i bene informati, le sperimentazioni organizzative in comune erano e restano pericolose. Sebbene il commissario De Lucia non lesina sorrisi e giura sulla bontà della riorganizzazione della macchina comunale (insomma meglio poco che niente) sembra proprio che hanno ragione i sindacati.  Resta irrisolto il problema del «sovrannumero di dirigenti e di funzionari posizionati in condizioni apicali» in un ente che ha appena sfiorato il secondo dissesto finanziario consecutivo. Sarà pure un esperimento (tre mesi di incarico e verifica finale) ma il provvedimento commissariale ha aperto vecchie ferite per concertazione e tantomeno audizione dei pareri della Rsu aziendale. A gennaio, sempre i bene informati, usciranno allo scoperto quanti non ritengono giuste le scelte sulle nuove posizioni organizzative.