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Grimaldi
Tra i tanti movimenti politici presenti sul territorio, ha scelto Progetto Maddaloni. Come mai?
Ho aderito a PM fin dall’inizio, oltre due anni fa. La necessità e la voglia di impegnarsi per la propria città in modo attivo ha favorito il mio coinvolgimento i questa esperienza. PM è un movimento civico, che lavora esclusivamente sui problemi della città, e con gli altri esponenti del movimento c’è stata da subito una forte sinergia e comunità di intenti sulle problematiche che abbiamo di volta in volta trattato. Pochi giorni fa, in una pubblica assemblea molto partecipata, abbiamo presentato il nuovo direttivo e le proposte e le idee che abbiamo per ritornare ad essere una città degna di questo nome.
 
Da settembre Progetto Maddaloni è stato il movimento politico più attivo sul territorio. Ci può fare un resoconto delle tematiche trattate finora e quelle che a breve andrete ad affrontare?
Sì, da settembre con il nuovo assetto organizzativo abbiamo lavorato alacremente e siamo intervenuti su molti problemi anche in maniera incisiva: sulla questione shunt e sul biodigestore le nostre proposte sono state le stesse perseguite dal Commissario; le battaglie sulle problematiche inerenti la scuola, dalla mensa alle cedole librarie, dal riscaldamento al problema annoso dei vigili all’uscita delle scuole; ancora abbiamo denunciato le incongruenze della IAP e stiamo seguendo da vicino la questione dei lavoratori della Cementir, così come il mancato pagamento dei servizi del progetto Home Care. In passato ci siamo occupati anche della questione Ospedale. Molti di questi temi, in modo trasversale, investono il problema occupazionale che deve essere affrontato e risolto. Sviluppare un progetto che rilanci principalmente l’occupazione è una delle nostre priorità. Ancora abbiamo lanciato un referendum sul web sul problema della casa comunale, che ha visto molto coinvolgimento da parte dei cittadini e con gi esiti del quesito andremo avanti per pressare affinché si proceda nella direzione voluta dalla volontà popolare. Su quanto detto siamo stati impegnati e continueremo a farlo, e non è poco. Il nostro programma sarà incentrato su questi punti che saranno articolati in dettaglio ed ampliati in maniera definitiva nella proposta elettorale che presenteremo alla città.
 
Progetto Maddaloni non ha una collocazione politica, nel senso che non è né di centrodestra né di centrosinistra. Ovviamente le anime che la compongono si differenziano anche per ideali politici che magari possono contribuire arricchendone la discussione interna. Sulla scorta di questo ragionamento, Referendum e Primarie di Centrosinistra andrete uniti oppure ci sarà libero arbitrio?
PM 2.0  è un movimento civico, non fa riferimento a nessun partito a livello nazionale e si compone di varie anime che provengono da esperienze politiche differenti. Ti dirò che questa  diversità è la nostra peculiarità e il nostro punto di forza, in quanto favorisce una discussione più ampia e da prospettive diverse, che trovano una sintesi in proposte realizzabili e volte a migliorare la vita della città.
Sulla questione referendum Pm 2.0 si esprime per il NO, ti cito brevemente sol qualche motivazione più significativa: riteniamo che la riforma non diminuisca affatto la spesa così come propagandano i comitati del Si, il Senato rimane e sarà composto da nominati scelti tra i consiglieri regionali e locali a cui sarà garantita anche l’immunità parlamentare; né tantomeno si snellisce la procedura di approvazione delle leggi perché ben sappiamo che non tutte le leggi vanno così a rilento, quindi forse dipende dalla volontà di approvarle e non dal sistema utilizzato per farlo; si accentrano maggiormente i poteri nelle mani del governo con l’alibi dello snellimento nell’approvazione delle riforme, riforme volute dalle banche e dalla finanza che hanno ridotto l’Italia in ginocchio. Si riducono gli spazi di democrazia e di partecipazione popolare: anche per i referendum ci vorranno molte più firme per la loro approvazione. Inoltre è una riforma che, se passasse, penalizzerebbe il Sud, aumentandone le disparità nei confronti delle regioni del nord.
PM 2.0 ha tracciato un suo percorso  basato su punti programmatici, alcuni dei quali già prima elencati a cui se ne aggiungeranno altri e caratterizzato da trasparenza, legalità e recupero della coscienza civica. Non abbiamo difficoltà né pregiudizi a confrontarci e condividere questo cammino con chiunque condivida questi presupposti. Le Primarie hanno lo scopo di scegliere un candidato tra una rosa di proposte. Noi partiamo da un presupposto diverso: prima un programma chiaro e concreto e poi si valuta il candidato per il quale abbiamo già tracciato, in diverse occasioni, a grandi linee, quali caratteristiche debba avere il futuro Sindaco di Maddaloni e in linea con quei criteri che per noi sono determinanti, troveremo la sintesi sulla persona.
 
Torniamo a Maddaloni: degrado, degrado e ancora degrado. Degrado culturale, civico, strutturale, igienico-sanitario. Quale potrebbe essere la cura di tutti i mali e chi potrebbe somministrarla?
Mi piace che tu abbia scelto questa parola “degrado”, che identifica una condizione in cui siamo piombati in modo lento ed inesorabile, purtroppo. Mi chiedi come si esce da questa condizione ed io ti rispondo che non è semplice ma neanche impossibile. Io parto da un’idea di base: il problema è innanzitutto culturale e morale. Se ognuno di noi, lasciando da parte, per quanto sia difficile, qualunquismo e critiche sterili, spesso solo social, si rimbocca le maniche ed inizia ad impegnarsi in prima persona , tutta la comunità migliora. Esempi banali ma efficaci ce ne sono tanti: dal rispetto delle regole di convivenza civile al rispetto dell’ambiente, giusto per citarne alcuni. Può sembrare banale ma nella nostra città manca la normalità”: è così difficile non far diventare le strade discariche a cielo aperto? O rispettare i giorni della raccolta differenziata? Avere cura del luogo in cui si vive in prima persona? E potrei citarne tanti altri.  Io sono un’ insegnante e, da insegnante, ti dico, che il miglior maestro è l’esempio.  Per cui, se iniziamo da queste buone pratiche, piccole cose che ognuno può fare e trasmettere, migliora la qualità della vita e della città Devono sentirsi mosche bianche coloro che non applicano le regole e che mirano a distruggere anziché costruire, non viceversa.
 
7 marzo 2016: a Maddaloni accade l’inimmaginabile. Un terremoto giudiziario mette fine all’amministrazione comunale. Nonostante ciò, il centrodestra che reggeva le sorti di quella consiliatura, ha già ufficializzato la partecipazione alle prossime amministrative. L’innocenza garantisce la legittimità o la responsabilità politica dovrebbe far riflettere ed invitare chi è stato parte integrante di quella Maggioranza a  stare fermo un giro?
Quanto accaduto il 7 marzo è storia nota, e chi ha competenza farà le sue valutazioni ed emetterà giudizi in merito. Il giudizio che noi diamo sulla passata amministrazione precede tali eventi e non è mai stato positivo. Siamo stati gli unici in consiglio comunale, con un solo consigliere, a lottare e a fare opposizione rispetto alle scelte di quell’amministrazione su tutti gli argomenti, dalla questione Shunt, al problema del Villaggio dei Ragazzi, alla gestione della questione ospedale e tanto altro ancora. Siamo i un paese libero in cui, per la legge, si è innocenti fino a prova contraria. I cittadini maddalonesi sceglieranno, consapevolmente, chi dovrà amministrare nell’immediato futuro la nostra città. Hanno sufficienti elementi per decidere quali siano le priorità e soprattutto cosa non vogliono più. Per arte, storia, cultura non abbiamo nulla da invidiare agli altri comuni limitrofi, dobbiamo solo riappropriarci della nostra città, partecipando in modo attivo e costruendo un futuro diverso che meritiamo e che ci può appartenere. Non a caso il nostro slogan è #insiemesipuò.