0 00 5 min 6 anni 79


 
Le affermazioni di Alessandro Sforza, storico dirigente del PD di Maddaloni, creano ulteriori agitazioni all’interno della coalizione di centrosinistra. Esternazioni che avvengono all’indomani del risultato referendario che influiscono il pensiero dell’ex consigliere comunale:
“Ritengo che , alla luce del dato elettorale che ha riguardato la nostra citta’, – afferma Sforza – sia doveroso oltre che necessario rivedere la strategia da mettere in campo per la determinazione della coalizione di centrosinistra e la scelta del candidato a sindaco. Le primarie che pur rappresentano un utile strumento per la scelta, non ritengo, in questi momenti particolari, siano un mezzo utile. E’ opportuno che le forze progressiste e riformiste presenti sul nostro territorio inizino ad incontrarsi e confrontarsi per la stesura di un programma politico convincente e condiviso partendo dalle realta’ vive e presenti. E’ l’ultima occasione per il PD ad essere protagonista, altrimenti e definitivamente questo partito si autoeliminera’ e si autoisolera’ in modo irresponsabile. E’ opportuno che lo stesso partito esca dal torpore a cui si e’ relegato in tutti questi mesi e si proponga quale forzamotore per la creazione di un tavolo politico, prima che altri soggetti politici, dall’alto della propria pazienza e responsabilita’ , prendano responsabilmente le redini in mano. Cio’ che mi va di chiedere ai massimi dirigenti del PD provinciale e’ un gesto di umilta’ politica che, come diceva il buon Pavese, spesso salva gli uomini. Il percorso individuato per la creazione della coalizione e’ del tutto sbagliato, il rischio che le stesse primarie non legittimino nessun vincitore e’ palpabile e realisticamente, pericolosamente attualissimo. Seppur il tempo stringe, c’e’ ancora la possibilita’ per determinare le cose dette poc’anzi, basta solamente un po di buona volonta’ e senso di responsabilita’, per il bene del centrosinistra, per il bene della nostra citta’.”
A replicare, anche se non direttamente al post di Sforza, è Vincenzo Santangelo che pone il seguente quesito?
“Se Matteo Renzi per essere candidato premier ha bisogno delle primarie, perché le primarie non vanno bene per scegliere il sindaco di Maddaloni?”
Al post dell’imprenditore Maddalonese, non tarda ad arrivare la controreplica di Sforza:
Caro Vincenzo, le primarie rappresentano uno strumento democratico, esse aiutano a scegliere, grazie alla partecipazione diretta dei cittadini, il candidato a sindaco. Appunto, il candidato di una coalizione, di un insieme di forze politiche che nel confronto, tracciano un programma politico per il governo della città. Quindi capirai bene che le primarie che vi apprestate a celebrare di politico non hanno avuto nulla , nessuna idea di città, nessuna intenzione di azione politica. Insomma piuttosto che confrontarsi e condividere idee e pensieri necessari per una seria coalizione che si vuole candidare alla guida della città, si è scelto , per me sbagliata, la strada della sommatoria di partiti che nulla hanno di comune se non una vaga idea di un modello regionale. Dall alto della tua esperienza, caro Vincenzo convieni che maddaloni ha bisogno di politica, di impegno di condivisione, di capacità e non di improvvisazioni. Scusami, ma le tue perplessità, sinceramente non le comprendo.”

Nel mezzo della discussione, l’intervento dell’ex consigliere comunale del PD, Francesco Capuozzo:
E cosa c’è di meglio che proporre un modello di città attraverso i candidati che si presenteranno alle primarie. Se non sbaglio il programma di ogni candidato deve essere approvato dalla commissione democraticamente nominata dal commissario cittadino tanto invocato da una platea enorme all’interno del partito.
Credo che il confronto che si avrà tra i candidati, tutti appartenenti all’area del centrosinitra, sia un momento di condivisione di idee al quale anche la stessa città può partecipare e magari il candidato vittorioso potrà trarre spunto dagli altri candidati per definire il programma che ci condurrà alle elezioni amministrative.
Se qualcuno ha qualcosa da proporre e crede di avere un buon modello di città si candidi e dia il suo contributo senza pensare alle solite e tristi logiche della “vittoria ad ogni costo” si può partecipare per il semplice gusto di dare.

Insomma, la storia recente del Partito Democratico si ripete. La paura delle primarie e l’autolesionismo della sezione di Maddaloni, rimettono in gioco avversari e coalizioni avverse che si sfregano le mani e godono di queste incomprensioni interne. D’altro canto ormai il regolamento c’è ed eventuali piani ai fini di sabotare lo svolgimento delle primarie che dovrebbero rappresentare il metodo normale dell’individuazione del candidato sindaco per l’intera coalizione di centrosinistra, pare destinato a fallire.
Staremo a vedere