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Sforamenti a raffica delle concentrazioni anomali delle polveri sottili. A Maddaloni, è allarme per la salute pubblica. Errata corrige: sarebbe allarme per la salute pubblica in una comunità abituata alla legalità praticata. Con dicembre, e non solo a dicembre, è tornata la raffica di sforamenti record delle concentrazioni di PM10. Numeri e non opinioni, basati su rilevamenti Arpac: concentrazioni oltre la soglia limite (50 microgrammi per metro cubo) costantemente superati presso l’unica centralina esistente sul territorio in via Libertà. La media totale, regalata dall’alta pressione persistente e dall’assenza di precipitazioni, è di 74 microgrammi. E mancando una rete di rilevamento diffusa ed essendo la centralina ben lontano dai punti congestionati del traffico cittadini, c’è da chiedersi a quanto arriva il Pm10 in via Caudina, lungo il groviglio di via Libertà, ai lati dell’intasatissima via Forche Caudine e nell’autostrada dei poveri meglio nota come via Cancello? La strategica assenza di centraline insabbia il quesito. Anche se c’è da temere valori almeno pari (e quindi pericolosi) a quelli rilevati in via Libertà I tratto. Silenzio assordante dei notisti sotto dettatura con un imbarazzante passato nei Verdi, gestione Pecoraro Scanio. Silenzio degli ambientalisti indignati. Silenzio delle associazioni estemporanee, la nuova frontiera della vita cittadina locale. Forse le associazioni sono impegnate nella campagna elettorale. Quindi respirate pure respirate. Anzi tirate un sospiro di sollievo: cosa volete che siano quattro numerini anomali nel paese del castello sgarrupato e dei mille sottotetti abusivi?