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«Abbiamo scelto di sostenere Peppe Razzano perché abbiamo visto in lui il candidato che meglio possa portare avanti le battaglie di legalità e trasparenza che abbiamo condotto in questi anni per Maddaloni». Così Gaetano Esposito, consigliere comunale uscente del Pd e già candidato sindaco, spiega le ragioni che hanno spinto i Democratici per Maddaloni a sostenere la candidatura di Giuseppe Razzano alle primarie nel corso della conferenza che il candidato ha tenuto questa mattina in via Cornato. «Ho deciso di aprire la mia campagna elettorale per le primarie laddove il Pd ha finito, presso gli uffici del mio amico Gaetano Esposito a cui va dato il merito di aver condotto con il suo gruppo importanti battaglie per la città in un momento di certo non semplice – ha esordito Razzano – è da quelle battaglie che voglio ripartire per aprire una nuova stagione a Maddaloni. Per mettere un punto e a capo che dica e restituire un ritrovato protagonismo alla città. Il Comune deve diventare un palazzo di cristallo accessibile a tutti dove i cittadini devono avere la possibilità di comprendere come si sta muovendo la macchina amministrativa e, nel contempo, devono essere in grado di interagire con essa. Da qui la creazione di un portale istituzionale accessibile anche ai non addetti ai lavori su cui caricare tutti gli atti prodotti da giunta e dirigenti. Dirette con i cittadini, attraverso i social network per poter interagire costantemente con i maddalonesi che devono diventare i grandi protagonisti della nuova stagione politica. Introdurremo, infatti il question time dei cittadini con consigli comunali itineranti una volta al mese in tutte le zone della città». Razzano offre altri spunti del suo programma parlando di una grande sfida per Maddaloni: un teatro comunale. «La città riparte anche attraverso un teatro comunale – ha ripreso – dal momento che la cultura e la possibilità di avere un luogo di aggregazione rappresentano delle priorità per una città moderna».  La sfida che Razzano lancia è anche di ordine politico. «C’è bisogno di ridiscutere il rapporto con Caserta con la quale si deve costruire un’interazione costante – ha specificato – e, poi, dobbiamo avere una Regione Campania amica partendo dal sostegno dei quattro consiglieri regionali che hanno sposato il nostro progetto».