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MADDALONI- Il cimitero di Maddaloni è un luogo inquietante. Un posto dedicato alla memoria, al culto dei defunti, alla preghiera e alla meditazione dovrebbe essere il “luogo della cura”, inteso nel seno più profondo e ampio del termine: cura dei ricordi, cura della memoria, cura delle lacrime. Ma anche la cura del verde, degli spazi delle strutture. Una cura interiore personale unita a ad una pubblica esteriore. Ebbene sulla seconda non ci siamo proprio. Non parliamo dei rifiuti, dei furti di suppellettili, degli scassi. E’ proprio la fatiscenza, e soprattutto la pericolosità del degrado a sconcertare: al palazzo (PL1, la struttura a tre piani) la situazione è spettrale. Mai termine fu più appropriato: crollo di intonaco all’ingresso. Vetrate rotte alle finestre. E addirittura una finestra rotta, aperta con frammenti di vetro in bilico. Premesso che la manutenzione (ordinaria e straordinaria) non sempre può essere immediata. La rimozione dei vetri in bilico non è un optional ma un’urgenza per la pubblica e privata incolumità.