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Dopo una settimana di annunci, finalmente è apparso il manifesto a firma Francesco Lettieri, Carmine Guida e Francesco Buonomano, che a nome di Ora Democratica motiva l’assenza alla prossima competizione elettorale.

Il manifesto dal titolo “Il Coraggio della Libertà” segue e ripete sostanzialmente il post pubblicato su facebook dal duo Lettieri/Guida lo scorso 19 aprile, immediatamente prima della scadenza della presentazione delle liste (LEGGI QUI).

Abbiamo rincorso un sogno per mesi e continueremo a farlo: condividere il fresco profumo di libertà e primavera. Fiduciosi che orgoglio e dignità potessero prendere il sopravvento su tutto, sulla normalità che non c’è, su trattative senza arte né parte, sulle chiacchiere e i vuoti personalismi. Eravamo speranzosi che lavoro, crescita, scuola, sviluppo, ambiente, senso civico e quotidianità fossero temi da affrontare con un chiave culturale rivoluzionaria e veramente democratica”.

Il sogno, però, rincorso si è spezzato e mai concretizzato all’atto di trasformare un consesso civico, un’associazione culturale allargata in lista elettorale o movimento politico. I tre sottoscrittori lo motivano così nel manifesto: “Abbiamo dovuto denunciare vili e inutili atti alla Commissione Straordinaria di San Felice a Cancello, al Prefetto di Caserta, alla Procura della Repubblica e al Ministero dell’Interno“.

Cosa gravissima in un Comune sciolto per infiltrazione camorristica; anzi, leggendo la relazione dell’allora Prefetto di Caserta Arturo De Felice, in base alla quale nominò la commissione di accesso, in “sistema illegale caratterizzato dal costante asservimento delle risorse pubbliche al tornaconto personale di esponenti dell’apparato politico e burocratico dell’ente in un contesto inquietante di commistione con gli interessi delle consorterie localmente egemoni” (così venne definita la situazione dal Prefetto).

Cosa gravissima, in costanza di nuove elezioni. Cosa aspettano le forze dell’ordine ad intervenire? E se anche tale denuncia fosse solo stata “verbale”, cosa impedisce agli uomini del Commissariato o dell’Arma ad appurare l’esistenza di questi atti definiti vili, ma che sono vere e proprie minacce?

“Atti vili”, certamente! “Inutili”, su questo una perplessità è d’obbligo; perché sono stati utili a determinare il ritiro dalla competizione. In questo la differenza nella triade che sottoscrive il manifesto è importante: Carmine Guida e Francesco Lettieri possono definirsi new entry nel panorama politico e forse non avevano ben inteso che candidarsi a guidare San Felice a Cancello significava anche esporsi in prima persona, come del resto avviene nel 98% dei comuni del Sud Italia e non solo. A Francesco Buonomano non può concedersi questa discriminante; Buonomano è il segretrario del Pd, Buonomano è stato assessore e consigliere comunale; Buonomano non poteva non sapere. A chi, come Buonomano, ha avuto la fortuna e le capacità di trovarsi in ambienti politici più importanti, non è consentito vivere la politica come un sogno. La politica diventa realtà.

Programmi e non nomi, consenso e non somma di voti, questo cercavamo!”. Sì la politica è fatta di programmi e consenso; almeno dovrebbe. Le elezioni, invece, anche di nomi e di voti. I primi, forse mancanti; forse non si era in grado di raggiungere la quadra nemmeno sul candidato sindaco che riunisse le varie anime. Sui secondi non sarà mai dato sapere, perché se non ci si cimenta, mai si saprà.

Ad altri, che invece hanno inciso diversamente toccheranno responsabilità storiche”. Anche questo è giusto e sacrosanto. Ma per tutti, soprattutto per il segretario dell’unico partito di Centrosinistra esistente sul territorio, quello che fa capo al più grande partito di centrosinistra in Italia, e che a San Felice a Cancello ha deciso di non ripetere la scelta di campo del dr. Antonio Basilicata, quella sì con spirito di sacrificio alle ultime elezioni amministrative.

Non si saprà mai come sarebbe andata, né come andrà a finire specie prima della sentenza del Tar del 3 maggio prossimo sulla ricusazione della candidatura e delle liste di Emilio Nuzzo; ma una cosa è certa: San Felice a Cancello ha perso la sua Ora Democratica.