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MADDALONI- Si ricomincia. Edili disoccupati di nuovo in presidio innanzi ai cantieri dell’Interporto Sud Europa. Con una settimana difficile in più sulle spalle, una denuncia accumulata e cinque giorni (i prossimi che verranno) che saranno di vera passione sindacale. Infatti, gli edili hanno lanciato sul tavolo una proposta d avere conseguenze importanti: alla scadenza del contratto di lavoro (10 maggio prossimo), anche le maestranze attualmente impegnate dovranno ruotare. Se il lavoro non c’è, cioè se niuove opportunità occupazionali non verranno create, allora si utilizza la rotazione a scaglione sui posti attualmente disponibili. Una ipotesi poco gradita alle aziende e che mette in serie difficoltà i sindacati. Insomma, c’è un braccio di ferro sindacale all’interno di un braccio di ferro generale che è la riapertura certa di tutti i cantieri e l’ottenimento di un cronoprogramma di assunzioni. Il problema è sempre lo stesso: quando si materailizzeranno le condizioni finanziarie e autorizzative affinchè le aziende affidatarie dei lavori, cioè di Sogesa, Gnarra costruzione, Cacem, Calbit e Edimo, possano ottenere nuove commesse e concretamente portare a termine quelle già affidate? Non è una questione burocratica: sono in ballo almeno 30 posti di lavoro. La barricata, pacifica e determinata della maestranze, vuole ricordare proprio questo: c’è lavoro da fare (e tanto) m non si sono concretizzate le condizioni per andare a lavorare. E’ in ballo un diritto fondamentale. E non è poco…