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MADDALONI- Ancora un altro passo in avanti. I tempi non sono immediati, ma il percorso progettuale e finanziario verso l’abbattimento e la ricostruzione del Ponte Vapore non è più solo una ipotesi. Dopo essere stati completati e consegnati i risultati delle prove di tenuta statica e dinamica, ammaloramento e degrado dei materiali, stamattina sono partiti i rilievi sul manufatto propedeutici alle opere di progettazione. Al momento, sono certi sono i dati sullo stato di “salute del ponte” che rendono necessario un intervento di manutenzione e adeguamento. E poi ci sono le valutazioni costi-benefici. Ma i costi di intervento e manutenzione, spalmati nel tempo, si avvicinano molto a quelli di sostituzione con una nuova infrastruttura. Quindi, si lavora alla progettazione dell’opera che verrà. I tempi lunghi e i disagi in corso potrebbero essere alla fine compensati con un intervento di ammodernamento strutturale risolutivo. Quello che non muta mai è la tracotanza e la strafottenza di Tir e camionisti. Anche oggi, a rilievi in corso, hanno continuato a sfrecciare e transitare come se non esiste altra viabilità che quei dieci metri di un ponte vecchio di 80 anni. Ma questa è un’altra storia, fatta di illegalità tollerata, sopruso trasformato in diritto e di assuefazione alla piccola illegalità che trasforma un atto di prevenzione (per la pubblica sicurezza e la sicurezza ferroviaria) in un atto di lesa maestà e in una limitazione al diritto di fare quello che si vuole. A chi può interessare se è a rischio la sicurezza ferroviaria? A chi importa se su può fare un ponte nuovo, quello che conta è passare con camion, Tir, betoniere, autobus e trasporti speciali…