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Il Consiglio di Stato ha appena confermato quanto disposto dal Tribunale Regionale e sancito l’incandidabilità di Emilio Nuzzo a sindaco di San Felice a Cancello e conseguentemente l’esclusione delle 5 liste a supporto proprio come già deciso dalla commissione elettorale circoscrizionale.
Il massimo organo giudiziario amministrativo ha emesso la sentenza numero 3031/2019 con cui ha confermato la ricusazione di Nuzzo e la sua esclusione dalla competizione elettorale di domenica 26 maggio.
Già ieri pomeriggio questa ipotesi si era fatta prepotentemente avanti, dopo che la stessa 3a sezione del Consiglio di Stato aveva pronunciato la sentenza nun. 2943 con cui rigettava un appello molto simile alla fattispecie in cui era coinvolto Nuzzo.
In particolare i giudici romani oggi hanno sancito: “Come si è detto, ai fini del venir meno della incandidabilità il Legislatore ha previsto che rilevi solo la sentenza di riabilitazione ex art. 178 c.p.: è dunque necessaria la prova dell’effettiva rieducazione del reo per il riacquisto dei requisiti di onorabilità richiesti dall’art. 54, comma 2, Cost. per l’accesso alle funzioni pubbliche; prova che peraltro può essere chiesta anche dal condannato con sentenza di patteggiamento dopo il decorso del termine quinquennale di estinzione del reato, facendo così venire meno la condizione di incandidabilità”.
Anche l’eccezione di incostituzionalità sollevata dal l’avv. Labriola, procuratore di Nuzzo è stata confutata negativamente: “In ogni caso, la questione di legittimità costituzionale è manifestamente infondata. Come chiarito dalla Sezione (7 maggio 2019, n. 2943) l’art. 15, comma 3, d.lgs. n. 235 del 2012 non presenta profili di incostituzionalità, fondandosi sulla previsione recata dall’art. 54, comma 2, Cost., che richiede i requisiti di onorabilità per l’accesso alle funzioni pubbliche, né appare eccessivamente gravosa per la parte interessata, tenuto conto che il destinatario della sentenza di patteggiamento può ottenere la declaratoria di riabilitazione anche dopo il decorso del termine quinquennale di estinzione del reato, facendo così venire meno la condizione di incandidabilità”.
Sarà quindi una partita a due tra Ferrara (Forza Italia, Lega e civiche) e Bernardo (Movimento 5 Stelle).