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MADDALONI- Una protesta annunciata ma anche una protesta scontata. Ritornano i «sit in permanenti itineranti» organizzati dai precari, rimasti senza lavoro al cimitero. Da stamattina, è cominciato il presidio presso la casa comunale. Sempre armati solo di «cartelli sandwich» assunti anni addietro: l’ente locale, in qualità di formatore (negli anni 2011-2012) aveva loro garantito un percorso di specializzazione e poi pure un lavoro sempre nel cimitero locale. Ora vogliono che il Comune-formatore garantisca la «continuità e le stabilizzazione occupazionale promessa» nelle mansioni per le quali sono stati formati, prima assunti e poi impiegati fino al 2016. Si sentono usati e poi gettati: l’ente locale li ha utilizzati pure per arginare il disastro del crollo della congrega della «Concezione nuova» facendoli lavorare al recupero di oltre 1169 salme sepolte tra le macerie. Superata l’emergenza, è stata scelta la strada della risoluzione di qualsivoglia forma di rapporto contrattuale. Da qui la protesta permanente. Nei prossimi giorni i necrofori, con cartelli in spalla, saranno una presenza pacifica e costante in tutte le manifestazioni, in tutti i momenti assembleari che vedranno la comunità locale impegnata. Sempre e solo per far ricordare le promesse, formulate da anni dal Comune. E per far ricordare che esiste e persiste un altro problema occupazionale dimenticato

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