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MADDALONI- Dentro il tabù di via Cancello e delle esondazioni fognarie i cui effetti (sicurezza, protezione civile e sanificazione ambientale) non sono all’ordine del giorno o nell’agenda degli indignati ambientalisti (un tanto al chilo). La parola d’ordine è minimizzare, dissimulare e soprattutto non ricordare. Non ricordare il passato recente e quello remoto. Anche perchè l’anno prossimo si vota alle regionali e quindi gli amici, vicini e lontani, torneranno a chiedere il voto dopo aver fatto un mare (anzi un’esondazione fognaria) di promesse. Non si vive di sole elezioni. Poi c’è la realtà. E allora realisticamente abbiamo parlato con l’assessore Giuseppe D’Alessandro, che ieri, ha tenuto un nuovo incontro in Regione.

Giuseppe D’Alessandro

Assessore quali sono le novità?

Dopo l’ultimo episodio critico di maggio, è stato individuato nell’ Ente idrico Campano (Eic) e nel suo direttore Mascolo il referente per una ricognizione completa e definitiva del caso collettore ex Casmez per avviare un percorso di riordino gestionale, amministrativo e soprattutto progettuale.

E come è andata?

Ieri i dirigenti della “Direzione generale del Ciclo integrato delle acque” non sono stati presenti. Un particolare non irrilevante che ha suscitato il disappunto vibrante del presidente Mascolo.

Si sta facendo una ricostruzione di tutto quello che è successo negli ultimi decenni?

Anche questo. Diciamo subito che sono emerse forti perplessità sulla mancanza di un responsabile gestione dell’ex Casmez. A fronte dei disagi non si riscontra un interlocutore certo.

Ma questa è un’anomalia gigantesca…

Su questo argomento, l’Eic si riserva (come in altri casi regionali) di avviare una rapida verifica. Così come su tutti le ipotesi progettuali avanzate negli anni e mai approdate ad una vera fase esecutiva.

E il comune di Maddaloni che ruolo può svolgere?

Essendo un problema che coinvolge due province, l’Area metropolitana di Napoli e nove comuni, la questione trascende gli angusti ambiti territoriali., Tocca alla Regione e quindi all’Eic mette ordine e intervenire. E’ una questione di competenze. A livello locale possiamo svolgere tre ruoli.

Tre ruoli, quali?

Primo: abbiamo da anni già individuato e abbozzato interventi e progetti. Questi possono essere presi in carico attuati dalla Regione e dall’Eic. Secondo: diventare il comune capofila (in quanto parte e lesa e interessata agli interventi) per il coordinamento di tutti gli interventi sul territorio. Terzo: svolgere un ruolo attivo di sollecito, sensibilizzazione e anche di protesta presso tutti gli organi competenti. Adesso, con il presidente Mascolo e l’Ente idrico Campano si è rimesso in moto un processo di monitoraggio, adeguata gestione, progettazione e intervento. Non lasceremo nulla la caso.