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MADDALONI- Andrea De Filippo e l’inatteso patrimonio archeologico che riscrive la storia del nostro territorio. I cantieri dell’Alta capacità/Alta velocità ferroviaria tra Napoli-Bari hanno riportato alla luce una vasta rea dell’Appia Antica e pure una necropoli inaspettata e inviolata.

Andrea De Filippo

Sindaco al cospetto di queste vestigia, che fare?

Essenzialmente due cose: continuare s cavare e a studiare i reperti (come stanno facendo gli archeologici) e un secondo dopo cominciare a programmare il riassetto di questo patrimonio e di quelli rinvenuti nel passato, e custoditi negli archivi dei musei.

Sta accarezzando l’idea di concentrare a Maddaloni l’attività espositiva di questo patrimonio?

Più che un idea e un disegno che ovviamente avrà i suoi tempi. Non a caso stiamo ripensando di rilanciare il progetti di tutela di Calatia. Non è il solito buono proposito perchè le aree archeologiche sono entrate concretamente a fare parte del Parco Urbano intercomunale “Dea Diana” approvato della regione Campania. Quindi, non si parla più di idee ma di percorsi amministrativi da fare.

Torniamo all’eccezionalità dei ritrovamenti..

Sono in atto scavi e studi dove è emersa l’Appia Antica: un tratto di strada consolare con tutte le sue pertinenze. Sono affiorate soprattutto vestigia e mura in opus reticulatum, vasti spazi e tracce di camminamenti per un insediamento di chiara epoca romana. A meno un metro di profondità abbiamo riscoperto una memoria perduta nella vasta area, in prossimità di via Carmignano.

Ma il fatto sensazionale è la necropoli?

Si è vero. Infatti, vicinissimo al percorso dell’Appia attuale,  durante le operazioni di scavo esplorativo, è stata rivenuta anche una insospettabile e inattesa necropoli. E’ un ritrovamento che ha sorpreso pure gli studiosi. Esistevano insediamenti rilevanti che andavano ben al di là dell’antica Calatia così come eravamo stati abituati dalla storiografia attuale. Sono state rivenute tombe intatte, in una necropoli inviolata risalente al IV-III secolo Avanti Cristo. Sorprendenti e inediti i ritrovamenti:   una tomba a camera, totalmente affrescata e ricca di corredo funerario e una a cassa. Tipologie assolutamente innovative.

E adesso che succede?

Nulla andrà perso perché gli scavi in corso, estesi su vasta area, permetteranno il recupero dell’intero patrimonio. Reperti, corredi funerari e addirittura interi tracciati dell’antica via consolare saranno smontati e trasportati al vicino Museo Archeologico Calatia dove saranno studiati  e poi esposti al pubblico. L’obiettivo –annuncia il sindaco- è riunire in un unico museo l’enorme patrimonio archeologico recuperato nei decenni e mai valorizzato.