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MADDALONI- Accende gli animi e il dibattito la questione della gestione dei rifiuti (anche alla vigilia di un periodo difficile), e quella degli impianti che non ci sono. Non poteva mancare una coda al voto del Consiglio Comunale di Maddaloni che formalizza la disponibilità del territorio ad accogliere un impianto. Il sindaco Andrea De Filippo non si sottrae anche al confronto aggiuntivo.

Andrea De Filippo

Sindaco sulla “questione compostaggio” siamo già ai tempi supplementari?

In meno di 24 ore dal voto del Consiglio si sono dette tante cose. Purtroppo davvero tante senza fondamento. Allora più che alle parole mi affido alla sintesi dei numeri.

Siamo alle cifre contro cifre, diamo i numeri?

Si, diamo i numeri. Anche perchè è stato scritto che un impianto per essere gestibile dovrebbe servire almeno un bacino di 400 mila abitanti. Bene, partiamo da Maddaloni e dai suoi 40 mila abitanti. Produciamo 200/220 tonnellate di umido al mese. Una cinquantina a settimana pari a tre compattatori. Moltiplicando per dieci (cioè tornando ai 400 mila abitanti) fanno 30 compattatori a settimana. Mi chiedo dove stanno i 500 camion giornalieri? Dove è l’assedio?

Non ci troviamo con i numeri?

I numeri non tornano. E’ evidente che si sta disegnando uno scenario tragico che sfiora il terrorismo psicologico.

Ma ci sono state anche altre obiezioni…

Diciamo di ordine politico che sono tutte facilmente smontabili. Siamo stati tacciati di essere dei geni visto che altri comuni hanno fatto altre scelte. Ecco prendiamo Caserta, comune di centrosinistra, che ha scelto a spada tratta il biodogestore. E anche il Pd di Caserta è sulla stessa linea. Anche il discorso politico non torna.

Sindaco ma è in discussione la certezza del ristoro per i territori…

E torniamo ai numeri e agli indennizzi. Caserta parte con 27 milioni di euro di finanziamento iniziale. E’ previsto, per i nuovi impianti, un primo finanziamento a fondo perduto pari al 10 per cento dell’investimento. E questi sono solo alcuni aspetti del quadro finanziario. Veniamo alla questione ristori. Acerra, per il termovalorizzatore riceve mezzo milione di euro all’anno.

Ma questo potrebbe non valere per altri impianti…

E questa, aggiungo, è una cosa non vera. Possiamo dire tranquillamente un atto di disinformazione clamorosa che ci obbliga a fare chiarezza. I ristori ci sono con l’aggiunta dell’esenzione dai costi di conferimento che, laddove si produce biogas, si sommano anche all’incasso di royalties. Basta con la disinformazione. E su questo ci sarebbe molto, ma molto, da dire.

Poi c’è la questione dell’impatto ambientale in un territorio come il nostro che già ospita strutture inquinanti. Non è mica un fatto secondario?

Non lo è. Ma anche qui camminiamo sul terreno della pura disinformazione. In Lombardia, tanto per dare qualche altro dato, ci sono ben 65 impianti come quello che vogliamo noi. Ben 47 in Veneto. Cifre analoghe nell’Emila Romagna culla del Pd. Di cosa stiamo parlando? Capisco di più chi chi è ideologicamente contrario a questi impianti. Ma non comprendo chi accampa scuse senza fondamento.

La questione dell’impatto ambientale, dell’olezzo e altro è senza fondamento?

Si, è una bugia clamorosa. Diversamente, non si comprende perchè in altre Regioni il ciclo dei rifiuti è stato chiuso con successo da decenni. Non voglio tirare per le lunghe questa storia di valutazioni campate in aria. Dico solo una cosa: lo standard della qualità dell’aria a Maddaloni è in linea con quelli provinciali. Dipingere il territorio (che pure ha le sue criticità) a tinte fosche non è accettabile L’aria che respiriamo è nettamente superiore a quella che si respira nella pianura Padana. E assolutamente non a rischio. Si possono coltivare opinioni diverse, anche con piglio fideistico. Ma il terrorismo psicologico non lo accetto. Tra l’altro, nel 2005 si disse no agli impianti. E ora, dopo tre lustri, la situazione è peggiorata. Non mi sembra, con il senno del poi e con prove provate, che quel modo di ragionare o programmare, sia efficace.