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“Mobilitiamoci prima che sia troppo tardi o troppo costoso”. Potrebbe essere questo, in sintesi, l’appello lanciato da Alternativa per Maddaloni “affinchè il territorio programmi e non subisca solo gli effetti nefasti dell’emergenza rifiuti collegata allo stop del termovalorizzatore di Acerra” che parte dal primo settembre. L’emergenza durerà fino al 12 ottobre. E lunedì 26, in Regione si ragionerà dei siti alternativi. Ma il portavoce di ApM gioca d’anticipo.

Gaetano Correra

Siamo alla mobilitazione prima che la Regione decida cosa fare?

Bisogna fare presto. Urge non farsi trovare impreparati. Si corre un doppio rischio: subire passivamente decisioni imposte dall’alto; subire gravi danni economici. Ecco perchè una mobilitazione preventiva e un piano comunale autonomo è più che necessario. Per questo lanciamo un appello al sindaco Andrea De Filippo.

Un appello al sindaco significa avviare un confronto e uno scambio di indicazioni tecniche, sul da farsi, da subito?

Da subito, è ovvio. La prima cosa da fare è comunque individuare un sito dove collocare i rifiuti. La seconda cosa da non fare è mettere i rifiuti a terra.

Può essere più preciso?

Allora, esiste (per un periodo limitato) l’area idonea dove depositare i rifiuti ed è quella dell’ex Foro Boario. Ma i rifiuti debbono necessariamente essere collocati in cassoni a tenuta stagna. Tanto premesso, bisogna mobilitarsi immediatamente e non aspettare gli eventi.

Mobilitarsi per fare cosa?

Cose molto, ma molto concrete. Ne va della tutela del decoro ambientale e del territorio nei prossimi due mesi. la prima analisi va fatta subito, in tempo quasi reale. Quantificare quanti rifiuti verranno prodotti nei 40 giorni dello stop e quali le tipologie. Secondo passaggio immediato: definire il numero di cassoni necessari. Terzo passaggio contestuale da fare subito è contattare eventuali ditte fornitrici.

Perchè passare già alla pianificazione delle forniture?

Perchè è questo l’elemento decisivo su cui ci si gioca il futuro. Su questo aspetto si decide se lo stop sarà un trauma (anche finanziario) per il territorio o solo un passaggio disagevole. Mi spiego: “Contattare subito più fornitori significa strappare prezzi di noleggio mensili che non superano (secondo indicazioni di mercato) le 200 euro. Arrivare all’ultimo minuto significa arrivare a pagare fino a 50 euro, ma al giorno. Anticiparsi è necessario; è doveroso ed è conveniente. E’ tutta la qui la differenza tra chi programma e chi subisce gli eventi. Significa ammortizzare l’emergenza con costi sostenibili o subire costi esorbitanti.

Insomma, il sindaco, l’amministrazione, le opposizioni, i gruppi consiliari dovrebbero muoversi?

Non dovrebbero ma devono Diversamente, sarà troppo tardi e non potranno essere accettati alibi o scuse per effetto delle’emergenza galoppante.

Cosa altro serve?

Un servizio di vigilanza e custodia affinché l’area non sia sabotata o corra il rischio di incendi così come è accaduto purtroppo in altre emergenze. Ci sono tutti gli strumenti per pianificare ogni cosa nei minimi particolari ed evitare traumi. Ma bisogna muoversi. Da qui, lancio un appello al sindaco De Filippo e a tutte le forze politiche.