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 Una buca grande come una tomba. Anche più grande: 2.70 metri di lunghezza e 83 centimetri di larghezza. Sufficientemente ampia e profonda per seppellire le residue speranze di sicurezza stradale e per stroncare la resistenza di assi, semiassi, cerchi ruote e soprattutto la tenuta dei nervi degli automobilisti. A Maddaloni, si è passati dalla segnalazione al censimento delle voragini stradali. Inaugurata la «tassonomia del buco pericoloso». Per la precisione, si è passati alla «caratterizzazione dimensionale». Oggi, Gigi Bove (candidato a sindaco di Cambiamo Insieme), armato di metro, squadra di rilevatori e macchina fotografica è tornato in via Cancello: «Non per rinnovare la campagna contro il dissesto stradale, che non abbiamo mai archiviato e mai smesso di portare avanti,  ma per segnalare un pericolo mortale. Questa volta, più di rompere l’auto si rischia  di rompersi l’osso del collo. E senza falsi allarmismi, ma con costernazione, diciamo che se non si riesce a chiudere la voragine che si provvedesse a transennare la minaccia. E’ una questione di decenza, di giustizia sociale, di rispetto della vita umana, di rispetto delle leggi. Noi non alziamo  e non puntiamo il dito: segnaliamo pericoli, rimuoviamo la rassegnazione, promuoviamo la vigilanza sul territorio». A chi deride e ironizza tale impegno, Gigi Bove replica: «Molte accuse, molte ragioni. Mi spiego: chi ci critica ci dice che stiamo sulla strada giusta. Continueremo». Il censimento numerico ovvero la classificazione delle voragini per dimensioni e pericolosità continua. «Anche perchè –conclude Bove- non arrivano risposte risolutive. Quindi, documenteremo i rischi, i pericoli, i disagi, il degrado e pure l’evoluzione nel tempo di quelle che ieri erano buche, oggi sono avvallamenti e domani diventeranno voragini».