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L’istituto tecnico economico statale “A.Gallo” di Aversa dopo tanti permessi ha avuto l’ok per la realizzazione del nuovo progetto: lanciare un pallone sonda a 35 km di altezza! Un prodotto finale del corso alternanza scuola-lavoro per le competenze trasversali al fine di formare i ragazzi per il mondo del lavoro.
Un bel progetto curato dalla società di progettazione e di sviluppo di idee innovative BIPROJECT SRL di Caserta.

Ma cosa avverrà esattamente? Parliamo con il prof Giovanni Carangelo, l’ideatore di tutto ciò.
«L’obiettivo del nostro progetto è di lanciare di un pallone libero non pilotato in
atmosfera, ad una quota compresa tra 30-35 km.
Il sistema di propulsione del modulo durante il moto di ascesa è costituito
da un pallone in lattice elastico gonfiato con un gas più leggero dell’aria,
l’elio.»

COME VI STATE ORGANIZZANDO?
L’organizzazione di una missione di lancio prevede l’acquisizione e l’applicazione di
conoscenze e tecnologie per progettare in modo funzionale e sicuro ogni parte del
sistema.
Pertanto stato necessario analizzare i seguenti blocchi d’informazione:
-parametri fisici ambientali (atmosferici)
-sistema di trasporto del modulo
-modulo, strumentazione ed esperimenti
-dati sperimentali: analisi e condivisione
-autorizzazione al lancio della missione.

UNA VOLTA LANCIATO IL “PALLONE SONDA”, COSA AVVERRÀ?

Il “pallone sonda” salirà ad un’altezza di 30km in meno di due ore, allora avviene il trasporto del modulo nella stratosfera. Abbiamo previsto tre fasi:

  1. la salita del modulo sperimentale alla quota
    prestabilita tramite pallone;
  2. il raggiungimento della quota massima;
  3. la successiva discesa del modulo a velocità controllata tramite paracadute.
    Durante la salita, il volume del pallone aumenta fino il limite elastico della membrana in lattice di
    cui è costituito e scoppia, ponendo fine alla fase di ascesa del vettore.
    Con lo scoppio o lo sgancio forzato del pallone inizia il moto di discesa del modulo, frenato dal
    paracadute.

QUALI SONO GLI STRUMENTI CHE USATE PER LA MISURAZIONE?
In forma schematica, l’elettronica e la strumentazione a bordo del modulo prevedono:
-computer di bordo per la gestione della strumentazione e della registrazione dati (assemblato e programmato dai ragazzi durante il corso);
-fotocamera e/o telecamera;
-sensori di temperatura, pressione e umidità;
-GPS per il recupero del modulo;
-unità IMU (accelerometro 3 assi, giroscopio 3 assi, magnetometro)

-cicalino (buzzer) per la localizzazione sonora del modulo;
-foto del team;

COME HANNO CONTRIBUITO I SUOI ALUNNI DURANTE LA FASE DI PROGETTAZIONE?
La progettazione di una missione nella stratosfera comporta l’unione di tante competenze e la
condivisione di idee per il raggiungimento di obiettivi importanti che per il nostro team sono:

  • sperimentazione scientifica a tutto campo (dai modelli matematici all’analisi dei dati);
  • divulgazione scientifica (anche al di fuori del gruppo, tramite eventi pubblici e sito internet);
    -condivisione e collaborazione.

COSA L’HA SPINTO A FARE CIÒ?
Ho avuto alle spalle belle esperienze scolastiche che voglio tramandare ad altri ragazzi.

La base di lancio è situa in Aversa nel cortile della scuola “A.Gallo” la cui preside è la Prof.ssa VINCENZA DI RONZA. Anche lei entusiasta di un progetto all’avanguardia.
Si ringrazia l’associazione STRATOLAB di Oderzo per i consigli dati.
Non ci resta che aspettare a Lunedì 23 settembre giorno di San Pio, chissà magari il pallone sonda sorvolerà Pietrelcina (luogo di nascita di San Pio)… staremo a vedere!