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Quando ero un giovane insegnante che operava a Maddaloni,dividendomi tra il mio Magistrale Don Gnocchi,e il Liceo Linguistico, cui don Salvatore mi aveva chiamato per portare all’esame di Stato degnamente le sue amate classi del quinto anno,ero sinceramente stupito dalla ricchezza culturale e dal rigoglio di attività sociali e politiche di quello che era un vero laboratorio effervescente: al liceo, qualche anno prima avevo conosciuto ed apprezzato ragazzi politicamente impegnati di tutti gli schieramenti politici… lì le assemblee erano vere fucine di ideee ed anche di veemente dialettica; giovani morotei, marxleninisti, lotta continua, avanguardia nazionale, non erano solo sigle ma stili di vita e di pensiero…e veri” Maitres à penser animavano la vita culturale, da don Salvatore d’Angelo, che mi fece conoscere Mounier e Maritain, a Carmelo Greco, a Bruno Iorio, al preside Alfano, a Caliendo, a Rossi ed un’altra miriade di prof universitari… alla biblioteca comunale si tenevano convegni  epocali, lì ho ascoltato Sergio Quinzio di cui sono poi diventato amico, Cacciari che ancora è un impagabile corrispondente… e chi potrà mai dimenticare la Maddalonese in serie D? Ci giocai contro con la mia squadra e Matarazzo ci fece 4  goals e due Di Cecco… c’era la Gifra, Francescana, e Gioventù Studentesca anteprima di C.L..I Giovani della FGCI quelli di ”Che Fare”, extraparlamentari avevano le loro sedi dove ci si vedeva la sera magari seduti per terra.
Con il passare degli anni questo fervore culturale, sociale e politico è venuto gradatamente scemando
fino a scomparire… chiuse le sedi di partiti e movimenti, la Chiesa ritirata nelle sacrestie, il volontariato costretto a mendicare una qualche sede, spazi sociali inesistenti, palazzinari pigliatutto
Questo era il panorama che ho trovato,dopo sei anni di assenza in quel di Santa Maria  Capua Vetere,ritornando a Maddaloni quale Rettore del Convitto Nazionale G.Bruno.