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MADDALONI- Tutto fermo: la Stazione unica appaltante ha detto stop. E pure il Comune di Maddaloni diventa ostaggio delle burocrazia. Parafrasando il compianto Bellavista/De Crescenzo “si è sempre meridionali di qualcuno”, e si è pure sempre utenti/subalterni di qualcun’altro. Così il comune deve fare i conti con le pastoie burocratiche per ottenere la conclusione delle gare d’appalto, così come i cittadini aspettano i tempi burocratici (tutt’altro che agevoli) dell’ente locale. Incredibile ma vero: la Stazione unica appaltante (Sua) è nata per facilitare la vita degli amministratori e accelerare i tempi amministrativi. Invece, di fatto (tra un ritardo e un ricorso) è paralizzato il rinnovamento, rilancio e l’attivazione delle nuove gare d’appalto: per sopravvenute lungaggini procedurali, alle nuove gare per la manutenzione stradale ordinaria, urgente e straordinaria (sono ben 90 le aziende in corsa e si prevedono tempi ancora più lunghi); non affidata quella dell’illuminazione e pure la nuova gestione del verde pubblico (ben sette le aziende in concorso). Per la cronaca una procedura di gara è stata chiusa: ma quella per i parcheggi a pagamento è de iure sospesa per il ricorso, innanzi al Tar, della ditta seconda classificata. Insomma, tra lungaggini è ricorsi è diventato indeterminato il tempo di completamento degli affidamenti e di attivazione dei servizi. Una crisi di sistema che passa in secondo piano nello stantio dibattito politico nazionale e locale. E che affligge la già difficile vita degli amministratori locali. Ci consoleremo con l’approvazione del regolamento per il “Nonno vigile”, se non fosse che poi pure esso deve essere approvato dal Consiglio Comunale.