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MADDALONI- Il 10 ottobre di ogni anno si celebra la fiabaday, giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma non a Maddaloni. Il Movimento Cinque Stelle mette il dito nella piaga e sottolinea, con la matita rossa e blu, le gravi lacune (innanzitutto culturali) che vanno colmate sul territorio. Ne parliamo con Giulio Carfora, da sempre sostenitore della lotta contro le barriere architettoniche.

Giulio Carfora

E’ il Fiabaday ma non a Maddaloni. Come è questa storia?

Innanzitutto, il Fiabaday ha l’obiettivo di promuovere, presso le istituzioni pubbliche e private e nell’opinione pubblica, l’idea della total quality, la qualità totale che, se applicata all’intera società, permette di arrivare ad una vivibilità dell’ambiente ottimale per tutti.

Per tutti e dovunque?

Purtroppo a Maddaloni non possiamo nemmeno ipotizzare una celebrazione visto che, prima delle barriere fisiche o architettoniche, vanno abbattute le barriere mentali dei cittadini.

Le barriere mentali sono difficili da abbattere…

Infatti, da questa patologia culturale non è immune nemmeno l’amministrazione comunale cieca e sorda (come da consolidata tradizione) che non solo non si adopera per rimuovere le condizioni che generano ostacoli ma nemmeno osa  interessarsi delle tante difficoltà che incontrano le persone diversamente abili durante il giorno.

La situazione delle barriere architettoniche e dei i problemi di mobilità dei disabili, e non solo, è difficilissima…

C’è l’imbarazzo della scelta. Non si sa da dove iniziare prima. L’elenco degli ordinari atti di inciviltà è lunghissimo.

Facciamo una casistica sintetica…

Allora faccio alcuni esempi lampanti;
1) Occupazione dei marciapiedi negati sia  ai pedoni che ai disabili, sistematicamente cancellati con la sosta selvaggia o l’occupazione abusiva del suolo pubblico da parte di alcuni commercianti.
2) Sdradicamento degli stalli per la sosta riservata. Per quest’ultimi è in atto una puntuale rimozione delle segnaletica in alcuni casi sostituita addirittura con indicazioni di attività commerciali. Il tutto accade non in periferia ma di fronte alla casa comunale. Possiamo fornire, all’occorrenza, una documentazione fotografica che testimonia come siano proprio i dipendenti comunali ad essere tra i più assidui occupanti (senza diritto) degli spazi riservati ai disabili.
3) Raccapricciante poi, la persistenza di barriere architettoniche presso gli uffici del distretto sanitario e in di luoghi massima affluenza del pubblico; ambulatori medici ai piani superiori, omessa segnaletica per l’accesso per i disabili non deambulanti.

Una situazione catastrofica…
Basta già questo per dare l’idea di come l’indifferenza regni sovrana.  E solo per non dilungarci troppo, non ci inoltriamo nella giungla degli uffici comunali, degli alloggi popolari in un territorio che ignora chi è in difficoltà praticando una sistematica sopraffazione verso i disabili.