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MADDALONI- Emergenza rifiuti e città sporca. le opposizioni rompono il silenzio. Alternativa per Maddaloni si schiera. A formulare denunce circostanziate è il portavoce Gaetano Correra.

Gaetano Correra

La situazione non è più sostenibile…

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Rivendichiamo il diritto prioritario ad avere una città pulita. Pertanto, il diritto di sciopero, di manifestazione, di indire uno stato di agitazione, di contestare non può prevaricare quello prioritario di garantire un pubblico servizio.

Va bene manifestare, ma dopo aver pulito la città?

I diritti dei lavoratori non si toccano. Ma siamo seri e siamo chiari: sono legittimi solo e solamente se questi non arrecano danni a terzi. Questo è un principio da cui non si può derogare.

E a Maddaloni non ci siamo. Non condivide la mobilitazione dei netturbini?

Fanne bene a contestare la Buttol, se esistono (a loro avviso) condizioni per avviare vertenze. E proprio per questo, in nome di un simile esercizio di libertà e di diritti, non accettiamo ricatti. Siamo seri: non è ammissibile che un simile stato di cose che penalizza il territorio possa persistere e continuare. Non è ammissibile. Prima puliscano e poi facciano non una, ma mille manifestazioni. Solo allora sono credibili.

Altrimenti?

Altrimenti, è giusto, è doveroso, è necessario ricorrere ad una società esterna per pulire il territorio. Se c’è la possibilità. Lo si faccia subito. Basta con questa mortificazione dei cittadini. Si agisca come si agisce in una società civile.

Ha parlato di ricatti…

Si perchè una rivendicazione, fatta a colpi di disservizi non giustificati altrimenti, non è legittima. Il disagio totale innescato ad arte non può essere più tollerato e non è sostenibile.

Ma in una contestazione si scontrano sempre due diritti…

Allora, facciamola breve: i maddalonesi hanno diritto, e ripeto diritto, ad una città pulita. Tutto il resto viene un minuto dopo. Se qualcuno poi pensa che si possa ricorrere al sistema dell’ammuina allora si pongano in essere provvedimenti adeguati.. Si faccino tutti i passi, nelle sedi istituzionali e non, affinchè possa essere eliminata questa prassi consolidata di tenere il territorio in ostaggio. E’ ora di voltare pagina per davvero.