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Se questo è un appalto. Atteso per ben sette mesi, affidato dopo quattro mesi di complicata istruttoria, partito con un mese di ritardo. Arriva il gestore unico dei servizi di igiene ambientale cioè la Buttol srl e mancano: i mezzi d’opera (navette, compattatori di medie dimensioni, scarrabili e vasche per l’isola ecologica. Si affida un appalto quinquennale per 26 milioni di euro, ma manca ancora la base logistica per ospitare operatorie ecologici, uffici e automezzi. Invero, la base logistica esiste ed è posta sull’ex statale 265. Solo che mancano gli spazi per gli uffici, le docce per gli operai, gli spogliatoi, l’acqua e pure la corrente elettrica. Se questo è un appalto non si comprende come non vengano applicate le banalissime prescrizioni che vengono imposti, con multe salatissime, quando ad esempio si installa un banalissimo cantiere edile. Se questo è un appalto non si comprende come mai il Comune di Maddaloni, che è l’ente che dovrebbe sovraintendere e tutelare la legalità, accetti un simile sfregio alle regole. Se questo è un appalto accettato dall’ente locale controllato dal medesimo significa che l’ente locale tollera l’improvvisazione e i disservizi pagati con i soldi dei cittadini. Se questo è un appalto non si comprende come mai si insedia la Buttol e si ripetono le scene già viste di emergenza nella raccolta rifiuti che si sono viste quando è arrivato il Consorzio Ci.te e ancora prima la Dhi. Se questo è un appalto c’è da ridere al cospetto delle scene viste stamane: i netturbini a braccia conserte, presso il cantiere dell’ex statale 265, mentre i meccanici cercavano di rimettere in sesto navette-rottame, usurate dal troppo impiego, per consentire l’avvio dello sgombero delle strade cole di sacchetti non rimossi. Ma se questo è un appalto aspettiamo l’arrivi di mezzi d’opera nuovi o comunque funzionanti, aspettiamo un’isola ecologica pulita e dotata almeno di contenitori degni di questo nome e soprattutto aspettiamo il porta a porta esteso a tutta la città.