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MADDALONI- La tregua è finita. Insieme alla pazienza, al sorriso e alla buona volontà di collaborazione. Calendario alla mano, sono quasi 15 giorni che il territorio è alle prese con l’emergenza delle mancata, omessa o parziale raccolta dei rifiuti. E l’attesa logora. Soprattutto quando coincide con un’aspettare invano che qualcosa cambi. E il consigliere Angelo Tenneriello (Maddaloni Positiva), come i maddalonesi che pagano puntualmente la Tari, è stanco di aspettare.

Angelo Tenneriello

I toni sono completamente cambiati rispetto a quelli concilianti e collaborativi tenuti nell’ultima riunione con il sindaco?

Adesso basta con i toni soft, con l’opposizione morbida, amichevole, bonaria accucciata sulle posizioni del sindaco. Basta con i miagolii politici da languidi gattoni. Certi scodinzolamenti non mi si addicono. Sono allergico. E oggi lo sono ancora di più, perchè c’è bisogno di ben altri atteggiamenti al cospetto di una città che è tenuta in ostaggio da una vertenza sindacale.

La città è ostaggio?

Si, diciamo le cose come stanno: Maddaloni è tenuta in ostaggio. Una situazione sconcertante: paga un servizio profumatamente, regolarmente è viene umiliata, danneggiata, schiaffeggiata, vilipesa da un gestore dei servizi di igiene urbana e da dipendenti che fanno quello che vogliono infrangendo qualsiasi regola. Adesso basta.

E’ arrabbiato?

No, sono offeso. Sono offeso come tutti i maddalonesi costretti a vivere in un letamaio in assenza di qualsivoglia motivazione. Non c’è nessuna emergenza discariche, termovalorizzatore Stir e altro ancora. E’ una situazione senza precedenti, senza motivazione e senza giustificazione. per questo è una situazione di una indecenza e di una insostenibilità estrema. Pertanto quello che sta avvenendo è gravissimo. Tanto premesso, questo attendismo, questa mollezza politica-amministrativa non è accettabile.

In che senso?

E’ il momento di imporre la raccolta dei rifiuti. E’ questo l’unico sforzo condiviso che la maggioranza può avere con le opposizioni. Non certe proposte di bilancio condiviso (lanciate in commissione) che sanno di ribaltone o trasformismo mascherato.

Non le piacciono i toni soft?

In questo momento bisogna urlare perchè si stanno danneggiando i cittadini, il territorio e la città. Pertanto, è arrivato il momento di quantificare questi danni.

Un contenzioso per danni?

Si, mi aspetto che questo sindaco faccia una causa milionaria alla Buttol. Contesti con tutti gli strumenti e in tutte le sedi i danni arrecati al territorio. I pannicelli caldi delle solite sanzioni, magari contestate pure, non ci bastano più.

E’ particolarmente insofferente…

Allora, vedere il ripetersi da settimane delle stesse scene di disservizi, della solita sceneggiata della mancanza di camion, di dipendenti puntualmente pagati con le braccia conserte, di camion che perdono percolato, è una cosa inaccettabile. Dica questa amministrazione se è vicina ai cittadini e alla loro rabbia per un diritto elementare negato o se preferisce galleggiare, fare equilibrismi e mediazioni ad oltranza.

Altrimenti?

Credo che sia giunto il momento di applicare le regole. Per tutti. La Buttol e i dipendenti siano inchiodati alle loro responsabilità: tutto il disastro creato in questi giorni è totalmente, incondizionatemente, indiscutibilmente imputabile a loro. Ma poi aggiungo: se il comune non passa alla fase della contestazione di ogni addebito significa che è corresponsabile. Non ci sono terze posizioni o si sta di qua (con i cittadini danneggiati) o si sta di là (con chi ha creato tutto questo casino).

Ma quindi sul banco degli imputati può finire anche il Comune?

In concreto, deve finirci anche il comune. Il regolamento comunale è chiaro: in assenza di motivazioni oggettive, si ha diritto alla riduzione del 20 per cento della Tari. Ecco, è giunto il momento di chieder i danni alla Buttol, ai dipendenti e al Comune. Il Comune risarcisca i cittadini a cui non ha garantito un servizio. Questo ente va colpito sul punto debole: le casse e le entrate che non merita perchè non eroga servizi decenti, civili, trasparenti e degni di un ente degno di tale nome. Abbiamo taciuto per settimane pur di creare un clima utile a trovare qualche soluzione. Adesso, diciamo basta. A ciascuno le proprie responsabilità. Ripeto questo vale per la Buttol, per i dipendenti e non ultimo il Comune, il grande controllore eternamente assente e quindi di fatto corresponsabile.