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MADDALONI- Il Comune di Maddaloni e il Consorzio Asi litigano per la gestione della strada delle prostitute. A riaccendere la miccia del contenzioso, questa volta è stato il prefetto Ruberto e l’ordinanza antiprostituzione innescata dall’on. Antonio del Monaco. Le ordinanze dei sindaci e l’applicazione del “Decreto sicurezza Bis” vanno applicato non solo alla strada che porta da Maddaloni fino a Caserta Sud ma anche a tutte le strade attigue e di pertinenza. Pertanto, vale anche per il raddoppio dell’ex statale 265, trasformata in alcova discreta per l’amore mercenario. Il discount del sesso deve essere smantellato. E la bretella, da 39 anni in costruzione dopo ben quattro varanti, deve tornare alla viabilità ordinaria. E qui scoppia il caso. C’è un unico problema: la strada non è affatto completa e il comune di Maddaloni non la vuole. Abbiamo sentito su questo eterno contenzioso il sindaco Andrea De Filippo.

Allora sindaco, un’altro contenzioso di antica memoria, ritorna d’attualità. Perchè avete rifiutato la strada?

Allora, la domanda contiene un errore. Non abbiamo rifiutato la strada. Non possiamo farlo per la semplice ragione che la strada, o cosiddetta tale, non esiste. Una striscia di terra (lunga un chilometro e mezzo di asfalto) non è strada se non ha le caditoie per le acque piovane, la segnaletica orizzontale e verticale, le vie di fuga, l’illuminazione e tutto quanto fa viabilità. La strada non c’è e pertanto non può essere aperta al transito.

Quindi si permane nella condizione che è durata quasi 40 anni?

Si sappia subito, a chiare lettere, cioè il tempo delle vacche grasse è finito. Questo ente locale non è il ricettacolo delle altrui inadempienze. Facciamola finita con le opere incompiute scaricate sull’ente locale. Il Consorzio Asi completi la bretella. E noi volentieri la apriremo al traffico visto che è necessaria per snellire la circolazione in un luogo molto congestionato. Ma non giochiamo a fare i furbetti. Il comune non si accolla i costi delle altrui inadempienze.

Esiste anche un problema di ordine pubblico?

E chi lo nega. Anzi, proprio perchè esiste un problema di ordine pubblico l’Asi completi i lavori. Va anche aggiunto che la bretella incompleta, con il tempo, è diventa tutta avvallata. Si intervenga. Se poi c’è il problema della prostituzione c’è una ragione in più per mettere fine alla storia di un’opera incompiuta.

Scusi, ma con il Consorzio Asi vi siete confrontanti?

Certo. E abbiamo subito detto che non siamo disposti a subire il giochetto della dismissione delle opere a danni dei comuni. Ancora di più con un’opera incompleta. Per decenni, prima l’Anas e poi la provincia, hanno scaricato sui comuni e quindi sulle tasse dei cittadini i costi di manutenzione di strade che vengono utilizzate dal traffico interprovinciale pesante o come percorsi alternativi alle autostrade. Questa viltà finanziaria e amministrativa deve finire. Tra l’altro, abbiamo chiesto all’Anas i soldi (per la manutenzione delle tratte dismesse) e mai nè quantizzati e nè ovviamente versati.