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MADDALONI- Il SerD (servizio dipendenze) di Maddaloni, come tutti i servizi contro le dipendenze a partire dalle tossicodipendenze e alcooldipendenze, è una frontiera sanitaria. E così, come appena, si creano carenze di personale il rischio per il mantenimento del livello delle prestazioni diventa alto. Sull’evoluzione della diminuzione in corso di personale ne parliamo con Luigi Giannini (Fials) già protagonista della battaglia per l’adeguamento logistico del Sert di Maddaloni oggi ubicato in un’ala indipendente dell’ospedale di Maddaloni (ex reparto di gastoenterologia) con accesso autonomo lato via Roma.

Luigi Giannini (Fials)

Allora, c’è una carenza di personale. Ritorna la preoccupazione per il mantenimento dei livelli di assistenza?

Urge dare subito le risposte che aspettano gli utenti. E’ vero che i pensionamenti, dal primo novembre, hanno acuito le difficoltà. Il caso è stato posto all’attenzione dei vertici dell’Asl che subito hanno avviato le procedure di mobilità interna all’azienda. E ci sono le risposte: dal primo dicembre arriva una infermiere professionale. Un incremento che si somma a quello già realizzato con il reclutamento già avvenuto di uno psicologo e di un assistente sociale e da un assistente amministrativo. Queste settimane di novembre sono state necessarie per avviare le procedure per la mobilità interna del personale sanitario. Ma è alta l’attenzione per la sanità territoriale dedicata alle dipendenze.

Non si riapre una stagione di dura mobilitazione come quelle che sono state vissute in passato?

Atti alla mano, possiamo rassicurare gli utenti di un bacino vasto come quello di Maddaloni, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Arienzo, Cervino e Valle di Maddaloni. L’attenzione dei vertici dell’Asl e della Fials è alta anche perchè non si sta parlando solo di servizi alla persona (oltre 600 utenti) che già sono fondamentali e non sostenibili al di sotto di un certo standard. Ma il Sert di Maddaloni eroga prestazioni in ausilio ai sanitari in servizio presso il Carcere di Arienzo e alla comunità di recupero «Leo Amici» di Valle di Maddaloni. Quando parliamo di attenzione massima parliamo di servizi veramente fondamentali e parliamo anche di questo.

Esiste anche il problema delle fasce orarie di erogazione dei servizi. Per esempio, il problema della chiusura pomeridiana…

Su questo fronte, noi della Fials, abbiamo più volte posto l’accento. Premettiamo che sono gli operatori che scelgono le modalità anche temporali di erogazione. Ma il sindacato ha proposto più volte, presso molti Sert, di rendere flessibili gli orari.

Flessibili in che modo?

Esista una larga fetta di utenti per i quali, a causa di problemi lavorativi, familiari, di mobilità, sarebbe più agevole un’apertura pomeridiana del Sert. La Fials propone un’apertura tutta pomeridiana a cui destinare alcuni giorni specifici della settimana.E’ un modo per far incontrare meglio l’offerta dei servizi con le esigenze degli utenti sulla base delle risorse disponibili.

A proposito di risorse umane e professionali, si continua a ricorrere contratti co.co.pro.?

Questo è un problema complessivo della sanità e riguarda trasversalmente tutte le categorie. Non è di facile e nemmeno di immediata soluzione sebbene i sindacati spingono per lo sblocco o l’avvio delle procedure concorsuali. Una prima risposta c’è e riguarda gli operatori socio-sanitari.