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Lavori manutenzione manto stradale
A Maddaloni ha chiuso fuossbook. Ha fatto la cosa peggiore che potesse fare un commissario di Governo:  attentare alle libertà dei social. A certe libertà: libero post in libera rete. Samuele De Lucia ha avuto l’ardire (racimolando 300 mila euro nelle pieghe del bilancio comunale, azzoppato dal dissesto finanziario, argomento tabù evitato come la peste dagli aspiranti candidati) di avviare la chiusura delle buche stradali. Era ora. Era ora: così gli automobilisti, stravolti dalle insidie stradali, dai danni subiti e dagli slalom potranno liberarsi soprattutto dall’assillo molesto dei segnalatori di professione del «pertuso del giorno dopo». Samuele De Lucia ha fatto anche un altro danno: ha minato la principale fonte di ispirazione degli «spin doctor del fuosso» che hanno, per almeno didici settimane, menato il can per l’aia in assenza di solidi argomenti e analisi credibili sulle reali cause (spesso dure da confessare) della crisi amministrativa e politica locale. Maddaloni, come amano dire certi attempati protagonisti della politica del secolo scorso, è stata da sempre laboratorio politico. Infatti, in queste settimane è stata al centro di un serrato dibattito sulla «fenomenologia delle buche stradali». L’«ermeneutica del dissesto delle strade di periferia e non» declinata secondo la lezione husserliana dell’«epoché, o sospensione del giudizio»: la sospensione di qualsivoglia giudizio immediato sulle cause certe ed evidenti di un simile disastro. Si è discettato del «fuosso fine a se stesso» evitando accuratamente tutte le cause predisponenti che hanno creato una situazione sconcertante. A Maddaloni, come ha sperimentato Caserta (prima di noi), la causa si chiama dissesto finanziario con annessa omessa manutenzione e programmazione delle stessa. Tutto comincia con una data: Natale 2102 ovvero la dichiarazione del dissesto. E c’è un periodo: dal 2012 al 2017, quello coincidente con la mancata programmazione della manutenzione. Dove erano e che facevano i segnalatori? E adesso, che le buche (più o meno bene) saranno tappate che faranno i segnalatori disoccupati? Il problema è tremendamente serio perché il commissario straordinario di Governo Samuele De Lucia, già vice prefetto vicario di Lucca, fa il guastafeste di professione. Già perché ‘o commissario, così come viene chiamato dai segnalatori implacabili che affollano il gabinetto del sindaco e intasano l’ufficio protocollo, sta scompaginano tutti i programmi e propositi elettorali. Ha archiviato il «caso Puc», grazie alla direttive regionali, sottraendo il dibattito sul nuovo piano urbanistico alle scorribande elettoralistiche. E restituendolo, come da legge, alle competenze del prossimo consiglio comunale. Poi ha azzoppato tutti i proclami elettoralistici sulle buone pratiche della raccolta rifiuti e soprattutto sulle «magnifiche sorti e progressive» dei mirabolanti programmi sul rinascimento della monnezza locale. Ad onor del vero, l’avvento della Buttol lascia molto a desiderare. Ma, ironia della sorte, chi ha redatto programmi tanto mirabolanti non spende una parola sui disservizi in corso. Ma ‘o commissario insiste: rischia di chiudere l’accordo con Rfi per la soppressione dei passaggi a livello: una grave offesa per la gloriosa tradizionale amministrativa locale costruita in quaranta anni di figuracce, con annesse condanne multiple presso i Tribunali di mezza Italia e presso il Tar. E così, gli shuntatori dei binari, gli interratori della strada ferrata e i sostenitori dei treni a levitazione magnetica hanno perso un altro pezzo del programma elettorale. Caro commissario così non va: così, la campagna elettorale diventa difficile perchè invece di giocare facile sulle lamentazioni quotidiane bisogna cimentarsi sulle ragioni del buon governo e delle competenze amministrative. Che per definizione non sono di tutti e non sono per tutti.