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Arresto Rosa De Lucia – 7 marzo 2016

È passato un anno da quel fatidico 7 marzo 2016 che mise fine alla scorsa forza di governo della città di Maddaloni.
Manette ai polsi per l’allora sindaco di Forza Italia Rosa de Lucia, per l’assessore alla cultura Cecilia D’Anna, per i consiglieri comunali Giancarlo Vigliotta e Giusy Pascarella e per l’imprenditore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, Alberto Di Nardi. Indagati anche il comandante della polizia municipale Bartolomeo Vinciguerra (peculato) e Gennaro Cioffi, anch’egli consigliere comunale.
Mentre le fasi processuali sono in corso d’opera per l’ex sindaco e per l’ex assessore, per gli altri inquisiti, sono stati notificati i provvedimenti di chiusura delle indagini.
Una scossa giudiziaria notevole che ben presto avrebbe coinvolto anche figure istituzionali di spicco dell’intera provincia di Caserta con altri arresti eccellenti.
Cos’è cambiato a Maddaloni in questi 12 mesi?
Mah, tutto e niente. Dal punto di vista politico, siamo in piena campagna elettorale con una sfilza di nomi che balzano da un quotidiano all’altro, accrescendo, almeno dal punto di vista quantitativo, la proposta politica in città.
Analizzando la situazione cittadina, Maddaloni, in assenza di una guida politico-amministrativa è addirittura peggiorata. Sia chiaro, questa non è una critica all’attuale Commissario Straordinario Samuele De Lucia, il quale ha ereditato una situazione a dir poco disastrosa, anzi, a lui va dato atto di un grande sforzo per garantire seppur in maniera molto limitata, un accenno di ripristino della legalità. Il Commissario, tra gli altri atti emessi in questi 365 giorni, ha impegnato parte importante del suo tempo e delle striminzite risorse a sua disposizione,  per il recupero credito che il Comune vantava nei confronti di enti pubblici e privati con buoni risultati.
Tornando alla questione politica, tra gli aspiranti candidati alla carica di primo cittadino, ci sarà anche Enzo Lerro, assessore uscente proprio di quella giunta decapitata dalla magistratura.
Una candidatura legittima quella di Lerro, in virtù del fatto che le indagini non lo hanno mai sfiorato, né a lui né ad altri componenti di quella maggioranza che hanno retto le sorti di quella giunta comunale e che oggi si rivedono nella sua proposta politica. Resterebbero eventualmente le responsabilità politiche ma saranno i maddalonesi a giudicare potenziali ed ipotetiche “nefandezze” o “distrazioni” amministrative.
Non tutti i mali però vengono per nuocere; infatti, oggi, Maddaloni resta particolarmente attenzionata dall’occhio vigile delle forze dell’ordine e della magistratura che saranno sicuramente attenti sullo svolgimento della campagna elettorale e sulle operazioni di voto.
365 giorni fa, Maddaloni era protagonista in negativo di una triste storia, oggi, pare che le proposte non stiano riscuotendo né entusiasmi né speranze di un cambiamento radicale.
Staremo a vedere.
A tutti coloro che professano una verginità politica, li invitiamo a farsi un esame di coscienza.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra” (Giovanni  8,1-11) 
D.B.