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Fiorello/Don Matteo apre Sanremo70 con maratona di cinque ore e cantanti relegati ad orari impossibili. La prima (e molta provvisoria classifica) premia Vibrazioni, Elodie e Diodato. Nei commenti “social”, Lauro non ha rivali. Emozionano Gessica Notaro ed Antonio Maggio

(servizio di Vincenzo Lombardi – foto di Carlo Capodanno) – Alle 01.23 Amadeus saluta il pubblico di RaiUno, esattamente cinque ore dopo aver dato il via alla diretta. Più che una puntata, una maratona. Con la giuria demoscopica (300 giurati fruitori di musica) che regala le prime sorprese molto ma molto provvisorie. Il primo atto del Festival ci regala una Rita Pavone scarica rock, Achille Lauro tra sacro e profano, Tiziano Ferro con sole apparizioni musicali, Fiorello ed Amadeus come ai tempi di “Deejay Television” dall’Acquafan di Riccione, Albano & Romina in piacevole operazione “Nostalgia Canaglia” fino a quando non abusano dell’auto tune. Al momento in cui scriviamo non conosciamo ancora i dati di ascolto ma, ci piace scommettere che la prima serata di questo Sanremo2020 possa partire con il piede giusto (almeno nei numeri) perché quel furbacchione di Amedeo (come vi abbiamo ampiamente annunciato alla vigilia) non si è fatto mai passare per la testa di fare la primadonna, anzi molte volte è stato lui a fare il famoso “passo indietro” a favore di ospiti e compagni di palcoscenico. Il Festival di Sanremo ha aperto il sipario ed è stato uno show con canzoni annesse e spesso disperse. Diodato uno spanna sopra gli altri, Bugo & Morgan lucidamente folli e con un brano forse non eseguito alla meglio, Irene Grandi riesce a far diventare accettabile il non miglior pezzo di Vasco-Curreri, mentre Le Vibrazioni con la lingua dei segni fanno fare un salto nel rock anni ’70, Gualazzi è ovviamente geniale senza nemmeno sforzarsi.

Achille Lauro è riuscito a sorprendere anche quest’anno

Rula Jebreal, dopo le (sterili) polemiche della vigilia, emoziona e fa riflettere la platea intrecciando le storie di violenze di donne con le parole delle canzoni scritte da grandi firme del nostro cantautorato. La musica che cerca di andare oltre il palco e diventare messaggio di speranza contro numeri devastanti e cronache di femminicidio all’ordine del giorno. Baglioni e Favino rifanno capolino all’Ariston. L’occasione è data dalla presentazione de “I Migliori Anni”, nuovo film di Gabriele Muccino dove l’attore è uno dei protagonisti di una pellicola corale e il cantautore firma la colonna sonora con tanto di nuovo singolo scritto per l’occasione. La canzone più bella è purtroppo fuori gara: la regalano Antonio Maggio (nel 2013 vincitore tra i Giovani) e la bellissima Jessica Notaro, la modella sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato. “La faccia e il cuore” richiama alle influenze dell’autore Ermal Meta, ma incontra due voci che viaggiano all’unisono.

Inesauribile Rita Pavone

La prima classifica provvisoria “demoscopica” premia a sorpresa Le Vibrazioni e relega all’ultimo posto Bugo & Morgan. Secondo posto per Elodie (molto mahmoodiana) e podio che si chiude meritatamente con Diodato. A seguire: Irene Grandi, Marco Masini, Alberto Urso, Raphael Gualazzi, Anastasio, Achille Lauro, Rita Pavone, Riki. Sul versante Nuove Proposte i primi scontri diretti regalano la sorpresa Tecla che fa fuori i favoriti Eugenio in Via Di Gioia (con il 50,6%) e Leo Gasmann che accede alle semifinali sconfiggendo Fadi con il 56% delle preferenze. La musica è appena cominciata, Sanremo deve ancora scrivere le sue pagine più consistenti.