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Antonietta Bruno, figlia della signora deceduta venerdì 31 marzo

“Che la malasanità e l’assistenza fossero un putrido aspetto della nostra regione, è sotto gli occhi di tutti. Quello su cui vorrei far leva, invece, è la coscienza delle persone. Le stesse che, giovedì 9 Marzo 2017, hanno rispedito a casa mia madre, che cadendo nel suo appartamento, aveva battuto la testa sul tavolo di marmo, procurandosi una ferita sul sopracciglio destro. Senza aver fatto alcun esame di routine, è stata subito dimessa con otto punti di sutura. Da quel momento e fino al sabato successivo, mia madre accusava forti dolori al capo e per questo si è ripresentata ancora, con le sue gambe, al nosocomio di Maddaloni che ne ha disposto, finalmente, una TAC riscontrando due emorragie celebrali.  Da sabato 11 a domenica 12 Marzo, è stata trattenuta in pronto soccorso nell’attesa di essere trasferita al vicino ospedale di Caserta. Il 14 Marzo è stata portata in rianimazione (per l’aggravarsi della situazione) anche se cosciente ed implorante fino a domenica 19 (giorno in cui, abbiamo dialogato per oltre un’ora, ed ho cercato di rassicurarla sull’imminente trasferimento). Purtroppo, dal giorno dopo è entrata in coma, aggravandosi di ora in ora fino alle 17 e 50 del 31 Marzo; giorno in cui è morta nell’impotenza dei figli. Specifico che, mia madre soffriva solo di pressione alta.

Forse, era colpevole di avere 83 anni!?”

Antonietta Bruno