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Morgillo parla delle possibili ripercussioni del Coronavirus: “L’emergenza arriva proprio quando il mercato immobiliare era in ripresa, ma non ci sarà un crollo dei prezzi”

L’emergenza Coronavirus che ha investito l’Italia dalla fine di gennaio, causando il contagio di oltre 92 mila persone (92.472, al 28 di marzo), costringe a dover fare i conti con i gravi danni prodotti sul piano economico. La pandemia di Covid-19 ha colpito, tra gli altri, anche il settore immobiliare. Giuseppe Morgillo, consigliere provinciale FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), ci parla delle possibili conseguenze.

Quali ripercussioni l’emergenza Coronavirus potrebbe avere nel settore immobiliare in questo momento storico senza precedenti?

“Sotto il profilo economico la pandemia rappresenta una doccia fredda, arriva proprio quando il mercato immobiliare sembrava aver ormai imboccato la via della ripresa con un fatturato stimabile nel 2019 in 98 miliardi. Tuttavia ritengo che non ci sarà un crollo dei prezzi, perché le compravendite degli ultimi 18 mesi hanno già evidenziato quello che io definisco il valore minimo dell’immobile.

Svolgo questa attività dal 2004 e i prezzi delle quotazioni immobiliari non sono mai stati così bassi come in questo ultimo periodo. Teniamo conto che quando ho cominciato questa attività le quotazioni erano più moderate perché ancora non si era tramutato in pieno e in termini di prezzi il cambio Lira/Euro. Questo infatti è uno degli elementi combinati che hanno portato ad un incremento dei volumi di compravendita con un picco nel 2005, che si è protratto fino al 2007, anno in cui il mercato immobiliare ha invertito il trend. La fase discendente del ciclo immobiliare ha avuto inizio infatti nel secondo semestre del 2007, quando per la prima volta, i prezzi degli immobili hanno segnalato una contrazione”.

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Secondo lei dunque, non ci sarà un ribasso forte dei prezzi e delle quotazioni immobiliari a Maddaloni e nel Casertano?

“Gli esperti dicono che questa emergenza porterà un calo tra l’1,1 e il 3,1%. Quindi questo va a confermare i dati citati prima e non si può parlare di crollo. Sarà importante che rimanga intatta la richiesta in quanto, oltre alle conseguenze economiche, potrebbero esserci quelle psicologiche. Il compito degli agenti immobiliari, a mio avviso, dovrà essere non solo quello di acquisire, valutare, vendere e fare consulenza, ma anche dare valore alla parola “casa”, sottolineando l’importanza del suo acquisto.

Non a caso, e saranno i numeri a dirlo nei prossimi mesi, i nuclei familiari che oggi non sono soggetti al pagamento di un fitto perché in possesso di una casa di proprietà, sono quelli che usciranno meno penalizzati economicamente e mentalmente da questo momento. Stesso discorso per chi svolge un’attività all’interno di un immobile di sua proprietà. Ecco l’importanza di possedere una casa: i sacrifici fatti in passato consentono oggi di non pagare le rate di un mutuo o l’affitto. Un aspetto fondamentale in questo periodo di crisi economico-sanitaria.

Non dimentichiamo che l’hashtag #iorestoacasa è il più pronunciato in TV e digitato sul web da quando l’emergenza è cominciata. Quello che mi preoccupa invece è il settore turistico: tutto ciò che è legato alla locazione nel periodo primavera-estate sta subendo molti danno poiché ad oggi è tutto fermo”.

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Riguardo alle trattative in essere prima dello stato di pandemia, sono sospese? Cosa accade alle famiglie che in questo mese avrebbero dovuto acquistare casa?

“Per chi ha una forte necessità di acquistare e rogitare, per loro fortuna i notai appartengono a quella categoria obbligata sempre a lavorare, anche in questo periodo di forte emergenze, come sancisce l’articolo 142 della legge n.89 del 1913. Dunque se una persona dichiara di avere in questa fase la necessità di vendere e acquistare casa, il notaio può stipulare il contratto. Ma deve attenersi alle disposizione anti-contagio necessarie a salvaguardare la salute dei suoi collaboratori e dei clienti. Noi agenti immobiliare, padroni della visione completa della trattativa, possiamo seguire da casa offrendo reperibilità per qualsiasi evenienza”.

Come si muove l’agente immobiliare in questo momento?

“C’è massima responsabilità e senso civico da parte di tutti, mantenendo una presenza di qualità, sfruttando tutti i canali possibili pur restando a casa. Ovviamente manca l’abc: fare le visite. Ma questo è il momento di seguire le disposizioni delle autorità. Anche se le agenzie immobiliari hanno dovuto chiudere per evitare assembramenti e contatti tra le persone, le attività di assistenza, consulenza e vicinanza ai clienti sono sempre garantite grazie allo smart working. Di contro ci sono dei portali immobiliari, anche molti noti, che in questo momento complicato non capiscono le nostre difficoltà. Portali con cui abbiamo dei contratti, a cui versiamo soldi ma che al momento non ci stanno aiutando sotto il profilo economico.

Da quando l’emergenza è iniziata, come agente immobiliare non solo sto chiamando tutti i clienti che hanno acquistato un immobile per conoscere le loro prime emozioni in questi primi mesi in una nuova casa. Ma anche i locatari a cui abbiamo locato una casa negli ultimi 18 mesi per capire come va con i loro conduttori. Questo ci permette di fare un sondaggio e tastare la qualità del lavoro da noi svolto. Ovviamente, dato il periodo d’emergenza, il contatto con il cliente serve a far capire che abbiamo a cuore oltre alle loro esigenze anche la loro salute”.