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L’informativa al Senato del Ministro dello Sport: “Ho lavorato in queste settimane per dare risposte al mondo dello sport “

L’intervento al Senato di Vincenzo Spadafora è stata anche l’occasione per fare il punto sulla ripresa di tutte le attività sportive, in primo luogo il calcio e il campionato di Serie A, dopo oltre 2 mesi di stop causato dalla pandemia COVID-19. “Sono pienamente consapevole dell’importanza sociale che si raccoglie intorno al tema del calcio, sarebbe paradossale se non ne riconoscessi importanza. Rappresenta industria importante, un fatturato importante e che dà al fisco oltre un miliardo di euro l’anno. Ho trovato però eccessivo l’inasprimento del dibattito politico e mediatico, incomprensibile a fronte di milioni di italiani interessati alla propria salute e al lavoro.

Ieri osservazioni per ripresa allenamenti: il CTS chiede che nel caso in cui emerga un positivo all’interno della squadra, tutta venga messa in quarantena senza contatti esterni. L’altra di affidare responsabilità notevole ai medici delle singole società e ancora che venga fatta attenzione al numero di tamponi, che non vada a impattare su esigenze generali dei cittadini. Credo che le osservazioni saranno prese in considerazione dalla FIGC, che riadatterà il proprio protocollo a queste indicazioni e consentire la ripresa degli allenamenti.

Poi resterà necessità di definire la riapertura del campionato: se riprenderà come tutti auspichiamo, riprenderà perché saremo arrivati a questa decisione dopo una successione ordinata di azioni e protocolli al fine di riprendere in sicurezza, di tutti. Non era possibile decidere per fretta irresponsabile. Era evidente e in contrapposizione con la tutela della salute. Un’incertezza che ha caratterizzatto tutti i paesi. Gli unici che hanno deciso subito sono quelli che hanno bloccato, mentre gli altri hanno rinviato la decisione per analizzare curva dei contagi”.

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“CALCIO SPORT DI CONTATTO, EVITARE NUOVI CONTAGI”

“Il calcio è per sua natura uno sport nel quale non è possibile mantenere distanze, i giocatori devono correre, marcarsi, assembrarsi in area di rigore. Da qui la necessità di evitare. La sottovalutazione di questo problema ha portato poche settimane fa alla quarantena di diverse squadre di Serie A e diversi giocatori. Quello che vogliamo evitare è di ritrovarci in questa situazione. Siamo tutti consapevoli che la necessità per il calcio nasca da motivazioni sportive e da legittime motivazioni economiche, diritti televisivi dal cui introito dipende il futuro di molte squadre”.

“ENTRO IL 25 MAGGIO RIAPRONO I CENTRI SPORTIVI”

“Riapriremo le strutture sportive al massimo entro il 25 maggio, se possibile anche prima. Metteremo risorse a disposizione per attuare il protocollo di sicurezza per le realtà che avessero problemi ad attuarlo attraverso la società Sport e Salute. Complessivamente tra risorse ordinarie e straordinarie arriviamo a circa un miliardo di euro di risorse complessive. Tra queste, il bonus ai lavoratori sportivi. Ad oggi già stato dato il bonus ad oltre 75.000 lavoratori sportivi. Riguardo alla riapertura del bando sport e periferia, abbiamo raddoppiato il fondo con 140 milioni di euro. Ci sarà poi anche il voucher per le palestre. Lo sport potrà trarre da questo dramma anche un’occasione per rigenerarsi.

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