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MADDALONI- Li hanno visti. Ma molti fanno fatto finta o fingono di non vederli. Oltre all’ufficialità di facciata, alla ricerca di un posto in prima fila ci sono i problemi reali del territorio da quali ci si tiene a distanza. Stamattina all’ospedale di Maddaloni ‘erano anche loro: gli edili disoccupati dell’Interporto, da mesi, alla ricerca di una stabilizzazione occupazionale presso i cantieri dell’Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Bari-Napoli. Come appena le regole del distanziamento sociale si sono allentate riaffiorano i problemi irrisolti. E uno su tutti: il lavoro che non c’è. Così, un delegazione si è presentata per presenziare all’incontro con De Luca. Ai selfie dei politici vengono contrapposti i selfie dei disoccupati ignorati. Ai comunicati prezzolati sin contrappongono gli slogan di chi cerca dignità ed occupazione. Quelli dell’Interporto ricordano: è passato un anno in attesa della riapertura dei cantieri della struttura intermodale (oggi in parte sequestrati); è passato un anno dalla presentazione dei curricula presso gli uffici del Conzorzio CFT per essere assunti preso i cantieri ferroviari; sono passati sei mesi dalla richiesta di colloqui di selezione. Al momento, nessuna risposta. La mobilitazione pacifica per il lavoro riparte. E’ la fase due dei senza lavoro.