0 00 4 min 3 anni 180
In mattinata l’incontro tra la FIGC, Lega Calcio, il presidente della Fmsi e il rappresentante dei medici della Serie A: all’ordine del giorno la discussione del protocollo contenente le linee guida per gli allenamenti di squadra

Caos protocollo: le integrazioni volute dal Comitato Tecnico Scientifico al documento redatto dalla FIGC – e successivamente approvate dalla stessa Federcalcio – hanno suscitato la reazione di alcuni club che considerano impossibile la ripresa degli allenamenti, mettendo in dubbio anche l’inizio del ritiro che potrà iniziare lunedì 18 maggio. In quest’ottica, la riunione tra FIGC, Lega Calcio, il presidente della Fmsi (Federazione Medico Sportiva Italiana) e il rappresentante dei medici della Serie A è servita ad affrontare i punti del protocollo considerati di difficile attuazione. Di contro sono state elaborate alcune soluzioni per rendere più fattibile lo svolgimento degli allenamenti. Soluzioni che saranno sottoposte ai Ministri dello Sport, della Salute e al CTS.

Nella giornata di ieri si era diffuso il malcontento tra diversi club (Inter, Napoli, Milan, Cagliari, Verona, Brescia, Atalanta, Sassuolo, Fiorentina, Sampdoria e Genoa) per come il protocollo fosse stato redatto. I nerazzurri hanno anche dichiarato che la squadra non andrà in ritiro: una scelta che potrebbe essere seguita dalle altre società.

LE CRITICHE DEI CLUB
  • difficoltà logistiche (l’Inter, ad esempio, non dispone di camere sufficienti ad Appiano Gentile);
  • responsabilità che ricade sui medici sociali;
  • quarantena per l’intero gruppo squadra in caso di un soggetto trovato positivo al Covid-19;
  • presenza di lacune per quanto riguarda gli allenamenti collettivi;
  • Ritiro isolato troppo lungo (15 giorni).

In sintesi hanno giudicato il protocollo inattuabile. Inoltre il documento non basta a garantire la ripresa del campionato. Anche per questo motivo arrivano critiche dall’AIC: “L’ipotesi del ritiro per la creazione del Gruppo Squadra è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019-2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso”. Così recita il comunicato dell’Assocalciatori. “Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del Gruppo Squadra, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi.

L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro – prosegue il sindacato dei calciatori – soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”.