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Da tempo l’AMBC va proponendo interventi per ritornare a “coltivare la città” e per dar vita a orti urbani nei quartieri e a orti scolastici. Sono proposte che abbiamo messo nero su bianco nel programma che Pacifico ha sottoscritto e con il quale si è presentato- ormai 3 anni fa– a chiedere il votoe ha ottenuto la fiducia per governare Mondragone. Ma nello stesso tempo l’AMBC sta lottando da 3 anni per far approvare dal Consiglio comunale il “Regolamento per un’Amministrazione Condivisa”, anch’esso previsto nel programma di Pacifico, in modo che l’assegnazione di spazi e strutture pubbliche per la loro gestione sociale avvenga all’interno di regole precise, in assoluta trasparenza, con pari opportunità e con responsabilità chiare e condivise. Dopo l’approvazione del regolamento si dovrà censire il patrimonio pubblico comunale (spazi e strutture) che si intende affidare ai cittadini, renderepubblico il censimentostabilire attraverso un pubblico bando le modalità di presentazione di eventuali disponibilità a gestire il “bene comune, mettere a punto i “Patti di Collaborazione” e sottoscriverli. In tal modo viene garantita la trasparenza nell’assegnazione del benepubblico a cittadini, associazioni, scuole e quartieri, muovendosi attraverso  procedure di evidenza pubblicabandi, con un’adeguata diffusione e regole uguali per tutti. E cercando, soprattutto, di valorizzare il ruolo del Terzo Settore e la dimensione dei Quartieri, sia per l’individuazione delle aree e delle strutture interessate attraverso incontri a livello locale e prevedendo processi partecipativi, sia in fase di costruzione dei bandi per assegnare i beni comuni, sia –infine– nelle successive fasi di realizzazione delle attività. La proposta dell’AMBCpresentata a Pacifico il 2 Giugno 2017 e inviata a tutti i Consiglieri comunali  punta a costruire processi di collaborazione tra cittadini, associazioni, parrocchie e quartieri con il Comune arrivando alla stipula di veri e propri patti collaborativi. All’interno della più generale proposta di “Amministrazione Condivisa”- che l’AMBC ha mutuato da LABSUS– c’è quella specifica degli orti urbani e orti scolastici, ricca di peculiari valenze. Appurare, quindi, che lo spazio comunale all’incrocio tra Via Fiumara e via Croce di Monte sia diventato di fatto un orto urbano ci riempie di gioia. Tuttavia, ancora una volta dobbiamo constatare (non volendo neppure ipotizzare che quello spazio si stia coltivando in maniera abusiva) che ci si è mossi con la solita logica dell’“aumm aumm. Qualcuno (una parrocchia, un’associazione, un cittadino) avrà presentato (forse imbeccato) un’istanza al Comune e qualcuno (il sindaco, un “alto consigliere”, un “politico faccendiere”, un dipendente disponibile), forse “sollecitato”, ha autorizzato/imposto l’affidamento con unaletterina destinata a passare inosservata. Tutto è avvenuto “aumm aumm” all’interno della devastante logica dell’“inglobar trattando”, ove anche un piccolo spazio pubblico può diventare merce di scambio tra il “capo di turno” e i “cittadini-sudditi” singoli e/o associati. E guai a contestare la prassi: si è travolti dalla “retorica del fare”, che sempre più pretende di non farti parlare. Chi comanda decide a chi dare, ma anche a chi revocare e chi cacciare (soprattutto se non si è allineati), ma sempre fuori da qualsiasi regola, senza trasparenza e in assenza di legittimità. Ci giunge voce che anche una parte del Campo sportivo comunale sia già stata concessa a qualcuno. Sempre “aumm aumm”. Restare sudditi o riconquistare lo scettro dipende soltanto da noi. Non esiste associazionismowelfarevolontariato, sport o culturache possa sottostare alla “logica padronale”, che scegliendo chi accontentare e chi no (amici e nemici del Capo) finisce per mettere l’uno contro l’altro e inquinare l’intero Terzo Settore. “Aumm aumm … sponta tanta gente ca pe poco e niente ‘mbroglia pure a te  …” (Teresa De Sio). Il “pur di fare non si può barattare con i valori dell’autonomia, dell’indipendenza e della libertàPerché allora continuare a muoversi con il cappello in mano anziché pretendere di sottostare esclusivamente alle regole?Concludiamo dedicando la giornata di oggi2 Giugno, Festa della Repubblica, alla Scuola. “La scuola oggi è appesa a un filo. Il filo della rete, il filo di mille discorsi irrisolti, antichi, mai conclusi. Il filo di chi parla tanto e non fa. Il filo di quelli che fanno tanto e non parlano. Un filo sottile che rischia di spezzarsi ad ogni minuto, lasciando soli studenti, docenti, genitori. La scuola deve tornare al centro, cuore della Costituzione, cuore del nostro paese. Se anche voi come noi pensate che la scuola non meriti di essere appesa a un filo: A partire da oggi 2 giugno e fino alla chiusura della scuola impostate la locandina (scaricatela o fate screenshot) come immagine del profilo di tutti i vostri social (facebook, Instagram, twitter, whatsapp ecc). Condividete questo post il più possibile, fatelo circolare. Se volete potete Inviare un’email a questo indirizzo:  lascuolaappesaaunfilo@gmail.com”.