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MADDALONI- Tutti vedono. Tutti sanno. Tutti non parlano. E’la strana storia delle polveri, sia prodotte dal movimento terra che dalla lavorazione degli inerti calcarei, con la quale da quasi un anno e mezzo malvolentieri o affatto si confrontano i consiglieri comunali, il mondo magico degli “ambientalisti per caso” locali e gli amministratori. C’è una sola certezza: cadono polveri a a Maddaloni Superiore, via Carmignano, località Calvarino, via Ponte Carolino, sui Formali,i in via Alturi, in via Pignatari, su tutta la collina e sul Santuario di San Michele. Per uscire dal solito giochetto delle responsabilità, dalla paralisi e dal chiacchiericcio di paese arriva la proposta del consigliere comunale Angelo Tenneriello (Maddaloni Positiva).

Angelo Tenneriello (Maddaloni Positiva)

Esposti alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri delle tutela ambientale, all’Ispettorato del Lavoro, all’Arpac. Sembrano che non siano bastati…

Questo è un mistero buffo. Ci sono segnalazioni dei cittadini? Segni evidenti di caduta di polveri. Il fenomeno persiste? Allora, invece di fare chiacchiere inciuci da quattro soldi ci si affidi a chi è istituzionalmente deputato a verificare, misurare i fenomeni e individuare eventuali fonti di un possibile inquinamento. Siamo seri e concerti: il sindaco ha la facoltà e il dovere di investire l’Arpac per controlli.

Sistema di irrigazione

Ma misure per l’abbattimento delle terre dei cantieri sono state già messe in atto…

Appunto, anzi proprio per questo, si possono testare se e quanto sono efficaci. In aggiunta verificare e individuare tutte le fonti potenzialmente inquinati e tutte le forme di lavorazione. La soluzione c’è: manca la volontà di intervenire.

Crede?

Credo proprio di si. Se sono state già adottate delle misure queste avranno certamente una efficacia. Potrebbero al limite non essere sufficienti. Allora si interviene. Se poi le cause sono altre, si interviene ugualmente. Non c’è nessun mistero .E poi sono state dette tante schiocchezze.

Tipo?

Una delle balle più clamorose è quella gettonatissima che i lavori non possono essere fermati vista l’importanza nazionale. Ma chi vuole fermare i lavori? Chi dice questo o è del tutto al digiuno di norme sulla gestione dei cantieri o è in malefede. Sono certo che è vera la prima ipotesi. Qui il problema non sono nè i cantieri,nè l’attività di movimento terra e nemmeno la lavorazione degli inerti calcarei. Il problema è l’adozione delle corrette procedure di gestione dei processi,l’applicazioni di tutte le misure di prevenzione e protezione e gli accorgimenti necessari. Tutto qui. Ecco perchè il controllo dell’Arpac non sarebbe ma è la soluzione. Un modo per tutelare gli interessi delle imprese coniugarli con la tutela della popolazione e, se permettete, tutelare anche i lavoratori. Si può fare se si vuole fare.

Ma non esiste anche una commissione consiliare che si occupa di ambiente? Sul caso che dice?

Ecco questo, a differenza della questione polveri, è davvero un mistero. Nel senso che non si può rispondere visto che la commissione per lunghe settimane non è stata nemmeno convocata.

Teli e paratie di protezione
Centralina di rilevamento particolato sottile