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Don Lorenzo eroe misconosciuto di una chiesa costretta al silenzio
Dopo il giorno del mio matrimonio e quello della nascita della mia prima figlia, il più bel giorno della mia vita è stato quando, qualche giorno fa, Papa Francesco è andato a Barbiana per pregare sulla tomba di Lorenzo Milani, un prete tosto e scomodo, sempre dalla parte degli ultimi.
E degli umili, e perciò spesso contro le curie del tempo che vedevano nel vescovo e nel Papa, un principe prima che un padre benevolo. Solo uno come papa Bergoglio poteva capire ed ammirare il prete ribelle cacciato dal vescovo Florit da San Donato Calenzano e confinato a Vicchio del Mugello, un paesino dove non c’era nemmeno la strada per arrivarci. Ma lì, nella canonica
Fredda e scrostata di Barbiana egli sviluppò la più grande intuizione educativa del secolo… erano
poveri figli di pastori, baccianti , che don Lorenzo raccolse dalle stalle e dai solchi sottraendoli a fatica dai padri che li volevano ignoranti a lavorare con loro. Don Lorenzo insegnava che solo chi
Sapeva parlare e scrivere e sapeva qualche lingua straniera poteva farsi rispettar. Nella sua scuola si studiava sempre, ma non solo la grammatica e l’aritmetia, si leggevano e commentavano i giornali e le riviste, si leggeva e studiavano i contratti nazionali dei lavoratori e la storia non era un intrico di dati e battaglie, ma il percorso di progresso e sofferenza dei popoli, dittaturee monarchi assoluti erano bollati. Le conquiste di civiltà esaltate… è chiaro che quando i ragazzi si presentarono per gli esami in una scuola statale, la commissione li bocciò tutti. Da questa esperienza nacque “Lettera ad una professoressa “che ha venduto milioni di copie ed è stato considerato antesignano del sessantotto. Ma il destino di Lorenzo era quello di essere un “uomo contro”.
Con una schiera di preti ribelli, il clero fiorentino contestò una Chiesa collaterale alla Democrazia
Cristiana che lasciava gli operai al proselitismo comunista. Era sul letto di morte Don Lorenzo quando dovette subire un processo per aver detto ai cappellani militari che vendevano il loro ministero e che non potevano offendere gli obiettori di coscienza. Quel testo “L’obbedienza non è più una virtù”
suscitò l’ennesima polemica con la Chiesa curiale ed anche il suo libro “Testmonianze Pastorali”  fu ritirato della vendita e privato dell’imprimatur. Sono trent’anni che vado gridando che questo testimone coraggioso deve essere fatto Santo per esemplarità della vita. Perciò ho pianto quando Francesco
è andato ad onorare un educatore e prete Santo.