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MADDALONI- Nell’immobilismo delle politica non cambiano gli schieramenti, non mutano le idee o le strategie, ma migrano gli eletti. Non è la “politica delle porte girevoli” (Revolving doors) ma poco ci manca. E’ quello che sta accadendo nel consiglio comunale di Maddaloni, che da quando è stato partorito dalle urne, ha visto come elemento politicamente ragguardevole solo la costante crescita del gruppo misto. Tanto che ormai siamo prossimi al “gruppone misto” con il neo-acquisto Aniello Amoroso, Angelo Campolattano, Gaetana Crisci e Bruno Cortese. Verso la carica di capogruppo potrebbe insediarsi la Crisci. Per Amoroso c’è la presidenza della seconda commissione. Ma nel “Gruppone misto” sono tutti politicamente ben piazzati: Angelo Campolattano referente di assoluto rilevo di Italia Viva nonché fresco del successo elettorale di Santangelo, e Bruno Cortese depositario delle delega fiduciaria alle attività produttive del sindaco, nonchè imperatore della maggioranza arcobaleno, Andrea De Filippo. Ma a bene vedere si tratta di uno schieramento, politicamente e culturalmente tutt’altro che avverso o alternativo all’attuale maggioranza. Amoroso ne è parte integrante, Campolattano collabora e dialoga con il sindaco. Cortese, un minuto dopo le elezioni, ha ratificato il divorzio con la coalizione di centrosinistra. Resta il “caso Crisci” approdata nel civico consesso dalla lista “De Filippo sindaco”. Insomma, una della famiglia in rotta di collisione con il parentato politico. Ma è pur sempre un litigio nel recinto ristretto delle parentele. Sebbene la Crisci sia all’opposizione, politicamente condivide con larga fetta della maggioranza, e con il vicesindaco Bove, lo stesso condominio politico di “Fratelli d’Italia” nell’orbita del consigliere regionale Alfonso Piscitelli. Sarebbe il caso di dire fratelli coltelli. Ma riornando alle parentele politiche siamo ad un rapporto di secondo grado: Cugini d’Italia. Tirando le somme, oltre il perimetro della maggioranza sono acquartierate forze amiche o non ostili. Insomma, Andrea De Filippo, sindaco per volontà popolare e imperatore della maggioranza arcobaleno, oltre a continuare con la politica dei due forni può contare anche su una panchina lunga.