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MADDALONI- Bilancio di un anno difficile. Obbligato anche ad una supplenza istituzionale e rincorrere ritardi e mancanze di programmazione storica, l’on. Antonio Del Monaco (M5S) fa il punto sull’impegno nel territorio.

on. Antonio Del Monaco

Cominciato con la battaglia per sbloccare le procedure, il 2020 si chiude con l’imminente apertura del cantiere del Ponte Vapore. Un bilancio su questa opera passata anche sotto la lente di ingrandimento della Procura…

Si, sono stato impegnato in prima persona, prima con il Soprintendente Bonomo e poi con il suo successore Pagano, per questa opera. Assioma numero uno: non mi interessano le bandierine ma i risultati essendo molto legato alla mia città. In concreto, sono stati superati davvero ostacoli di tutti i tipi. Per farla breve, sono stati risolti in oltre due anni problemi enormi. Il cerchio è chiuso: il nuovo Ponte Vapore è realtà.

In epoca di Recovery fund, quali prospettive per lo scalo merci ferroviario di Maddaloni-Marcianise che sarà collegato alla Bari-Napoli?

Dopo aver sollevato il problema rilancio, aspettiamo un confronto diretto sul territorio con il vice-ministro Cancellieri. Attualmente, il più grande scalo merci ferroviario del Mezzogiorno è come se fosse una Ferrari tenuta in garage mentre siamo costretti a viaggiare in 500. La questione è stata sottoposta all’attenzione del Ministero dei Trasporti. Ma non basta: vanno convolte Rfi e Mercitalia. La geografia e la posizione strategica di questa infrastruttura non può essere ignorata. La sua funzione e il suo ruolo debbono essere chiarite. E lo faremo, anzi lo stiamo facendo.

Ha attivamente collaborato con il sindaco De Filippo sui grandi problemi della città. Non sempre però la sua funzione è stata riconosciuta. Come lo spiega?

Si, ho sempre garantito una leale collaborazione. Parlo di cose concrete: mi sono mosso direttamente per raggiungere vari obiettivi con La Soprintendenza, la Prefettura, la Regione e i Ministeri. Il problema è che questo territorio deve uscire da un’oscurantismo politico e amministrativo senza precedenti. Per questo, ci siamo trovati sempre in prima fila nei rapporti con Rfi, Anas, Ministero dei Traporti e non solo. Quado si è al fronte si combatte. Non commento atteggiamenti altrui. Ma di una cosa sono certo: non ha mai invaso il campo di altri ma mi sono messo a disposizione.

A proposito di leale collaborazione. Come membro delle commissione bicamerale sugli ecoreati come commenta il rifiuto del comune di acquisire il patrimonio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata?

Peccato. E’ stato un grande peccato non aver messo le mani su questi beni immobili in ottimo stato di conservazione e direttamente usufruibili. Ho delle domande: non si capisce dove sia stato l’intoppo e perché il comune si è fatto sfuggire questa occasione. Adesso, in attesa di risposte e chiarimenti, è il turno delle associazioni del terzo settore. Spero che associazioni di Maddaloni possano acquisire spazi utili per le attività al servizio dell’infanzia, a sostegno dei bisognosi, delle famiglie in difficoltà. E’ stata una grave perdita.

A proposito di perdite e di cose che vanno in malora. E’ in prima fila anche per sollevare il problema dell’abbandono e rischio crollo del castello. Una partita tutta parte, giusto?

Il 2021, nel bicentenario del passaggio del bene dai duchi Carafa ai de’Sivo, deve essere l’anno in cui dobbiamo concentrarci sui problemi dell’area fortificata ma anche del centro storico confinante. E’ in atto un’azione, in cui sono esposto in prima persona, presso la Procura, presso la Soprintendenza affinché possa essere messo in sicurezza il bene. L’obiettivo, in assenza di risposte, deve essere la requisizione dell’intero patrimonio immobiliare. Non aggiungo altro visto che l’iter è in corso.

E per l’ex caserma Borbonica dell’Annunziata in via Roma?

E’ iniziato il secondo lotto dei lavori per la messa in sicurezza le ali laterali e le zone confinanti con i privati, oltre al consolidamento statico della facciata principale. L’obiettivo è il terzo lotto per il recupero.

E l’acquisizione della caserma Rispoli?

Devo ringraziare innanzitutto il generale Salvatore Farina, capo dello Stato maggiore dell’Esercito, che ha accolto la mia proposta di completare e accelerare il trasferimento del comando della Scucom (scuola di commissariato) nell’attigua caserma Magroni, progetto già lanciato da qualche anno. Con il trasferimento, entro il 2021, ci potranno essere gli atti conseguenziali.

Quale sarà il primo passo successivo?

Ottenere la rassicurazione, da parte del ministro della difesa che non arriverà nessuna altro ente militare. Quindi, la palla passerà al Demanio. E con il Demanio è in piedi un discorso di ritorno della struttura al comune. Esiste un rapporto di collaborazione con l’Università Vanvitelli per un insediamento universitario. Ed esiste l’impegno e l’interesse dell’Asl per occupare un’ala del complesso.

Ma non esiste già un accordo anche con Rfi per il Museo dell’Appia?

Si c’è un’intesa preliminare: il comune mette a disposizione il Lazzeretto, Rfi farà la ristrutturazione e la Soprintendenza allocherà un museo laboratorio con i reperti ritrovati con gli scavi della Napoli-Bari. E’ un percorso, quest’ultimo, consolidato.

Ma, in sintesi, quale è il suo obiettivo politico nel 2021?

E’ quello di allargare il mio operato costruendo dei gruppi di lavori tematici dalla sanità, all’ambiente, alla scuola. Ma l’obiettivo principale sono le periferie: si deve lavorare per la salvaguardia, il recupero e il rilancio delle politiche sociali che sono sottodimensionate rispetto alla necessità reali. E’ inadeguata innanzitutto l’attività dell’ambito territoriale in termini progettuali e finanziari. Se esiste una cifra della civiltà di un territorio è data dal livello di apertura e occupazione nell’abito delle politiche sociali. Il 2102, covi-19 e salute permettendo, sarà pieno di attività Abbiamo seminato già tanto. E’ arrivato il momento del raccolto. Ma abbiamo una cosa fondamentale: l’amore e lo spirito di servizio per la città che continuerò sempre a coltivare finché ci sarà spirito di vita in me.