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MADDALONI- Incontro con i disagi. L’on. Antonio Del Monaco (M5S), oggi pomeriggio, ha incontrato i residenti di via Cancello. Ma soprattutto ha ascoltato i problemi veri e raccolto le richieste di chi vive separato dal resto della città in via Cancello. Qui, dove i residenti aspettano con impazienza la ripetenza del cantiere di abbattimento e ricostruzione del Ponte Vapore.

E’ stata una ricognizione sui problemi indotti dai ritardi nell’avvio del cantiere del Ponte Vapore?

Questo è un problema che striamo monitorando con molta attenzione, metro dopo metro affinché si giunga ad una soluzione certa. Ma oggi pomeriggio, piedi, ho potuto verificare come si vive in una periferia tagliata fuori dal mondo e sprofondata nel degrado. Quello che indigna e sconcerta non sono solo i ritardi del cantiere, che nella logica delle opere pubbliche possono pure essere ammissibili. Quelle che sconcerta che, in due anni, di serrate trattativa mai nessuno ha pensato di costruire comunque, a prescindere dall’evoluzione dei cantieri una viabilità alternativa.

“Mai nessuno” significa che il comune non ha pensato ad aprire una viabilità ausiliaria, solo rionale o addirittura pedonale?

Assolutamente si. Mi sconcerta come mai l’amministrazione comunale non abbia disposto, come è nelle sue prerogative, l’occupazione temporanea di spazi (che esistono e sono belli larghi) per la costruzione di un sistema di mobilità di quartiere. E’ una questione di dignità e di attenzione ai bisogni dei residenti. In questo modo anche le lungaggini procedurali sarebbero diventate sostenibili, accettabili, sopportabili. Ho avuto modo di constatare di persone che un settantenne è costretto, con la bici a percorrere chilometri solo per raggiungere il medico di famiglia. Francamente, si poteva fare meglio senza dover innescar questa lunga attesa e cotanti disagi.

Ha parlato di degrado. A cosa si riferisce?

Oltre all’area cantiere, esiste una vasto deserto urbano che è spazio di nessuno. Qui, i servizi essenziali non esistono: non c’è spazzamento; non vengono ritirati i rifiuti; non viene rimossa l’erbaccia. Una cosa inaccattibile a cui non ci si deve rassegnare.

E quindi?

Solleverò io stesso il problema urgente della viabilità e della mobilità rionale. Il comune ovvero questa amministrazione comunale non può fare spallucce. Deve darà una risposta di mobilità possibile ai residenti. Questo angolo di territorio non può essere tagliato fuori dal mondo.

L’amministrazione confida in tempo celeri e certi per riaprire il ponte nuovo…

Ma una volta finiti i lavori del Ponte, il problema dei servizi, del decoro urbano e della viabilità rionale restano. Questa area ha una forte vocazione residenziale. Ai residenti bisogna dare la possibilità di uscire di casa; di fare la spesa in sicurezza; costruire spazi di aggregazione pubblica decorosi. In attesa che i lavori del Ponte ripartano, e devono e certamente ripartiranno, subito si deve pianificare un intervento per la vivibilità. Basta co n le fughe dalle responsabilità.

Fughe dalle responsabilità?

Si, perché sono passati due anni per pianificare, finanziare e progettare il rifacimento del Ponte Vapore. C’era tutto il tempo per intervenire sia con servizi ausiliari, sia con una viabilità alternativa e sia per progettare interventi di riqualificazione urbana a tutela della vivibilità. E adesso, il tempo è scaduto. E’ necessaria una nuova mobilitazione e tutela di questo angolo di territorio e del suo futuro che non può sempre e solo essere dominato dal transito del traffico pesante.

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