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MADDALONI- Anche l’on. Antonio Del Monaco è stato uno dei protagonisti della rimozione dei quadri, donati da Lorenzo Nuvoletta alla chiesa di Maria Santissima della Cintura.

Allora, è soddisfatto della mobilitazione?

Grato dell’intervento di Mons. Battaglia, vescovo di Napoli. Contro l’arroganza del potere cammorrista urgono segni altrettanto forti e determinati. Nel napoletano esiste una simbologia della criminalità organizzata diuffusa, capillare e pervasiva.

Il riferimento è anche alla rimozione di altarini e murales votivi?

Anche, perché sono tutti parte di una catena simbolica di presidio pervasivo in qualsiasi spazio pubblico e sociale: dalle piazze alla chiesa. Pertanto, la rimozione dei murales e dei quadri votivi sono atti imprescindibili e fondamentali. Sono grato alla Chiesa di Napoli di essersi mobilitata. E’ arrivata prima che arrivasse lo Stato.

Ma lo Stato ha avuto qualche ritardi di troppo nella rimozione di altarini votivi dedicati ai cammorristi…

Qualche esitazione. Ma la risposta è stata altrettanto forte e perentoria. Ho ringraziato anche il prefetto di Napoli per quello che ha fatto.

Fino ad oggi, c’era una sorta di assuefazione agli altarini e ai quadri votivi?

Molti non ricordavano. Molti ci si sono abituati. In troppi si sono rassegnati alla onnipresenza delle mafie e delle forze dell’illegalità. E da questa battaglia, a partire dal linguaggio, dalle icone, dai simboli, dai comportamenti fino alle dinamiche socio-economiche che bisogna incominciare. Un punto sia non negoziabile: nella Casa di Dio non c’è posto per i cultori del Male e dei suoi ammalianti doni.

S.E.R. Mons. Domenico Battaglia

Arcivescovo metropolita di Napoli                                                                              

info@chiesadinapoli.it

TRASMISSIONE VIA E-MAIL

Oggetto:ringraziamenti

S.E.R. Monsignore,

questa mia missiva vuole essere un gesto di profonda gratitudine per il Suo immediato intervento in merito ai tristi fatti della Chiesa di Maria Santissima della Cintura e della Consolazione a Marano.

I due dipinti all’ingresso, quello della Madonna di Pompei e quello di Santa Rita da Cascia, che riportavano in basso, a chiare lettere, una targa con la scritta “a devozione Lorenzo Nuvoletta”, sono stati giustamente rimossi, dopo più di vent’anni.

Il Mattino, attraverso le sue ultime inchieste sulla criminalità, ha riportato l’attenzione anche sul caso di Marano, a cui io stesso, pur conoscendo la Chiesa in questione, non avevo mai badato. Lavoro encomiabile che, in qualche modo, rende giustizia al giornalista della stessa redazione, Giancarlo Siani, assassinato proprio da Nuvoletta tanti anni fa.

La Chiesa, casa del nostro Padre Celeste in terra, non può e non deve accettare alcuna beneficenza, dono, offerta, se da mani sporche di sangue innocente.

È auspicabile che “segni” di potere e arroganza del genere, perché altro non sono, non trovino mai più posto in luoghi sacri, interdetti al Male in ogni sua forma.

La Chiesa, come S.E.R. certamente converrà, non è sorda ai pentimenti o alle conversioni, ma qui non c’è nulla del genere: Bene e Male non possono coesistere nella casa di Dio, non c’è posto per Satana, tantomeno per i suoi elogi, le sue ingannevoli parole, i suoi ammalianti doni, le sue false promesse.

Marano, come altre realtà del napoletano, lotta per una vita migliore, non si arrende e per questo non va abbandonata alla violenza e alla criminalità.

Sarà mia cura donare due nuove immagini della Madonna di Pompei e di Santa Rita alla Chiesa di Marano, e chiudere per sempre il capitolo. Le uniche targhe eventualmente presenti riporteranno la scritta “A devozione del popolo di Dio di Marano”.

Porgendo ancora una volta i miei più sentiti ringraziamenti, auguro a S.E.R. un buon lavoro.

Distinti Saluti.

Roma, 31 Marzo 2021