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Ritorna il problema del movimento terra e della dispersione di polveri. L’emergenza e la necessità di adottare misure urgenti di protezione e contenimento del fenomeno

MADDALONI- Non si vive; non si respira e soprattutto non si lavora più. E le attività commerciali, che cercano di superare gli effetti della pandemia, sono costrette ad abbassare le serrande. Così, non va. E’ ridiventata di nuovo insostenibile la convivenza, con i cantieri dell’Alta Velocità ferroviaria Bari-Napoli. Oggi pomeriggio, una nuova nuvola di polvere si è abbattuta sulla case e sul lounge bar Osuarg. E’ ripresa l’attività di movimento di movimento terra e di tutti materiali  da scavo. Una cosa normale in un cantiere. Non è affatto normale che non siano stati adottati sistemi di abbattimento o contenimento delle polveri. Così, in pieno giorno è calata la nebbia. Si respira o si vive male nelle immediate vicinanze dei cantieri. Piovono polveri su Maddaloni Superiore, via Carmignano, località Calvarino, via Ponte Carolino. Così, si ritorna a vivere tappati in casa anche in primavera inoltrata. Non ci sono solo le casalinghe disperate che vivono tappate in casa. Appena liberati dai vicoli della pandemia e autorizzati a utilizzare gli spazi all’aperto, i confinanti esercizi commerciali sono di nuovo in ginocchio. Clienti messi in fuga dalle folate di polvere che hanno imbrattato tavolini, il locale, e pure le consumazioni. Serve una urgente e nuova direttiva dell’Ufficio tecnico sul contenimento degli effetti delle «attività impattanti». Non c’è tempo da perdere. E’ il caso di dire che il tempo è denaro. Ma anche sopravvivenza per lee attività commerciali. Bisogna intervenire presto perché oltre ai danni alla produzione si contano pure i danni alle infrastrutture grazie alla sedimentazione ubiquitaria del terriccio. La guerra del polveri è ricominciata.