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MADDALONI- I pericoli vengono sempre dall’alto. Sono calcinacci, infiltrazioni piovane, qualche finestra rotta. E ora penzolano anche guaine di asfalto strappate dal vento che sventolano a strapiombo sulle teste dei visitatori. Frequentare il cimitero cittadino, in attesa del project financing che dovrebbe stravolgerne al gestione, è sempre un’emozione coinvolgente e non solo da un punto di vista sentimentale, religioso e affettivo. C’è anche da arrabbiarsi. Antonio Crimaldi rileva e denuncia.

Generale aggiunge la sua voce alla lunga lista di cittadini insoddisfatti?

No, affatto, do la mia voce per amplificare le segnalazioni dei tenti maddalonesi rammaricati per le condizioni, precarie e problematiche, in cui versa non solo un luogo di culto ma il posto delle cura e delle memoria per eccellenza. Sono indignato.

Indignato per quale motivo?

Andate al cimitero e vi accorgerete e che è quasi impossibile passeggiare. Non si contano i vialetti e le aree interdette per l’erba alta. Ma questo è il male minore.

Parliamo allora dei mali maggiori…

Vedere fogli di asfalto in bilico sui viali principali è qualcosa di indescrivibile. C’è asfalto volato dappertutto. Passi il decoro che lascia molto a desiderare. Ma della sicurezza non se ne può fare a meno. E non sto parlando solo delle aree interdette e transennate manifestamente puntellate e a rischio crollo. Molte cappelle, regolarmente aperte ai visitatori, sono piene di crepe, di lapide spostate. Il tutto sembra affetto da uno stato di abbandono che è palesemente irreversibile.

Alcuni interventi di pavimentazione e sistemazione delle coperture, a cominciare dal colombaio comunale, sono stati fatti…

E meno male, altrimenti parleremmo di un degrado ancora più spinto. Non mi voglio limitare a fare l’elenco dei punti di degrado. Sarebbe troppo facile e populistico. Tra l’altro, la situazione è così allarmante che è sotto gli occhi di tutti. Quello che manca è un progetto d’insieme. Di annunci, anche mirabolanti, sono stati fatti tanti. Ma gli anni passano, il degrado avanza e le risposte tardano a venire. Si può risolvere il problema, che oggettivamente è annoso, con la solita risposta di “stiamo riorganizzando i servizi e affidando tutto ad un soggetto privato”? Allora la domanda è: Quando accadrà? Come funzionerà? Quanto costerà ai cittadini? Quali sono i vantaggi? Chi opera e cosa fa? Di tutto questo non se ne parla. Intanto, impera il degrado. E questo è un fatto inoppugnabile che non può essere smentito. Rimandare il tutto poi a progetti che dovranno arrivare, ma di cui nulla si sa, è una non risposta. E questo è peggio del degrado.

Non crede nello strumento dell’affidamento ai privati dei servizi?

Non si tratta di atti di fede. Si tratta di cose fatte o non fatte. Quindi, non si discute di strumenti amministrativi che in altri comuni funzionano. Al momento, tranne qualche puntellamento e lavori di rattoppo, poco è stato fatto. Nonostante gli sforzi, che personalmente reputo deficitari, non tutto è pulito, ordinato e pronto ad accogliere le persone che vanno al cimitero. Questo fatto è indiscutibile, inaccettabile come la rassegnazione al degrado. E ci si abitua pure ad aspettare progetti che, annunciati da anni, non arrivano mai. Spostiamo sempre l’attenzione sul futuro che non diventa mai presente. Basta. Serve una mobilitazione per rendere il cimitero più accogliente, decoroso e sicuro. Senza fatti concreti, tutto il resto è solo chiacchiericcio.

Redazione