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Si è tenuta ieri, a Palazzo Rebursa di Aversa, l’iniziativa pubblica “Apri le porte”, organizzata dal locale Partito Democratico.

L’intento dell’evento, esplicitato dal commissario cittadino Eugenio Marino, era quello di aprire il PD alle forze migliori della città.

Un modo democratico, trasparente, inclusivo, per dire alla città che il PD mette a disposizione la propria forza locale e nazionale, per costruire con le migliori forze cittadine un progetto amministrativo di cinque anni all’interno di un quadro di regole, valori e progetti.

Il PD lo ha fatto senza filtri, in una assemblea pubblica nella quale ognuno ha potuto partecipare ed esprimere la propria opinione o critica, consapevole e orgoglioso di essere l’unica forza in città a dare la parola ai cittadini, mentre tutti gli altri nelle “segrete stanze” non discutono della città, ma solo di candidati.

E la risposta della città è stata positiva.

C’erano in una sala piena rappresentanti istituzionali di ogni livello e dirigenti del PD, esponenti di altre forze politiche progressiste, del mondo del lavoro e dell’associazionismo. E ognuno ha portato il proprio contributo costruttivo per Aversa.

Tante le voci, anche critiche, una discussione trasparente e franca che ha portato a un impegno comune: costruire un progetto amministrativo per la città partendo dalla capacità di ricreare uno spirito collettivo, un senso di comunità, un gruppo dirigente plurale che metta al centro il futuro cittadino.

Per Marino lo si potrebbe fare portando questa discussione anche nelle piazze della città, tra la gente, il popolo, per riprendere quel legame di fiducia incrinatosi negli ultimi anni e chiedendo una partecipazione diretta a questo progetto, che accompagni la vita della futura amministrazione, per metterla al riparo da possibili nuovi errori di autosufficienza.

Il commissario Marino ragionerà già nei prossimi giorni con le personalità e i mondi presenti ieri in sala (e gli altri che potranno arrivare) sull’opportunità di creare un comitato cittadino che possa lavorare a un progetto condiviso al quale tutti possano contribuire in modo paritetico.

Redazione