00 6 min 1 mese
Nella serata più importante del cinema italiano, “Io Capitano” è film dell’anno con annesso premio alla miglior regia. Ennesimo trionfo per il film ispirato alla storia dell’attivista dell’ex Canapificio originario della Costa D’Avorio

Caserta protagonista ai David di Donatello. Non è la prima volta, non sarà l’ultima. Proprio come un bel film che riguardi per l’ennesima volta. Nella serata più importante dedicata al cinema italiano, la città della Reggia marca la sua presenza (come fatto tantissime volte in passato con attori e sceneggiatori), con un risultato di fantastiche proporzioni. Il film “Io Capitano” di Matteo Garrone porta a casa ben sette premi superando la corazzata di “C’è ancora domani” e soprattutto aggiudicandosi il riconoscimento di Miglior Film dell’anno. Dopo la pioggia di premi al Festival del Cinema di Venezia, la candidatura all’Oscar e al Golden Globe, “Io Capitano” porta a casa il tributo più importante dall’Accademia dei David

Oltre al premio miglior regia per Matteo Garrone, arrivano le affermazioni anche nelle categorie miglior fotografia, miglior montatore, miglior produttore, miglior montatore, miglior effetti speciali, miglior suono. Il film è ispirato alla vera storia di Mamadou Kouassi, attivista del Centro Sociale Ex Canapificio di Caserta e del Movimento Migranti e Rifugiati, che da anni vive nella città della Reggia con la compagna e due figli piccoli.

Paola Cortellesi, annunciata protagonista dei David

Io Capitano” racconta la storia di Seydou e Moussa, due adolescenti senegalesi che lasciano Dakar per raggiungere l’Italia e sfuggire dalla miseria. Transitano attraverso il Mali muniti di falso passaporto e, benché la truffa venga scoperta da un poliziotto, evitano la prigione in cambio di denaro. Giunti in Niger affrontano il deserto sino all’ingresso in Libia, dove vengono arrestati e condotti in centri di detenzione separati. Seydou viene sottoposto a tortura ma riesce a uscire, in quanto un altro detenuto lo spinge a offrirsi al pari di lui come muratore. 

Avendo lavorato bene, entrambi vengono messi in libertà e gli viene pagato il viaggio per Tripoli, Nella capitale libica Seydou ritrova Moussa, con cui riprende il cammino verso l’Europa. Quando si rivolgono a un faccendiere, Ahmed, che organizza le traversate nel Mar Mediterraneo non avendo abbastanza denaro, si vedono offrire un’unica possibilità: Seydou dovrà guidare la barca. Istruito da Ahmed su come governare il mezzo, Seydou riesce a condurre tutti i passeggeri sani e salvi in Sicilia.

Milena Vukotic, David Speciale alla carriera

Anche sul palcoscenico dei David di Donatello non sono mancati i ringraziamenti alla città di Caserta da parte di Matteo Garrone e dello stesso Mamadou Kouassi, a conclusione di un perscorso a dir poco straordinario che ha portato la pellicola a trionfare in tutto il Mondo. La serata condotta da Carlo Conti ed Alessia Marcuzzi, con i collegamenti esterni curati da Fabrizio Biggio, è andata in onda dal leggendario Teatro Cinque di Cinecittà, la casa di Federico Fellini ed è stata un omaggio a tutto il mondo del cinema italiano, compresi di David Speciali consegnati al giornalista Vincenzo Mollica, al compositore Giorgio Moroder e all’attrice Milena Vukotic.

Michele Riondino, miglior attore protagonista per “Palazzina Laf”

A tenere banco anche il film campione d’incasso, “C’è ancora domani“, strepitoso esordio alla regia di Paola Cortellesi con oltre cinque milioni di spettatori in sala. Per Paola il David come miglior attrice protagonista, miglior regista esordiente, il David del pubblico e quello assegnato dai giovani, la miglior sceneggiatura originale e il merito riconoscimento di miglior attrice non protagonista per Emanuela Fanelli.

Grande emozione per i premi speciali a Vincenzo Mollica, Giorgio Moroder e Milena Vukotic ma, gli applausi sono anche per “Palazzina Laf”, il bellissimo film di Michele Riondino sulla classe operaio dell’Ilva di Taranto

Affermazione importante e rimarcata da applausi toccanti, quella di “Palazzina Laf“, film dedicato alla classe operaia dell’Ilva di Taranto e agli abusi nel mondo del lavoro. La Palazzina Laf (acronimo di laminatoio a freddo) del titolo è il reparto dove vengono collocati gli operai scomodi. Premi meritatissimi per Elio Germano (miglior attore non protagonista), Michele Riondino (miglior attore protagonista) e per Diodato che si porta a casa la seconda statuetta della sua carriera grazie alla canzone originale che accompagna il film, “La mia terra“. (GUARDA IL VIDEO DELLA CANZONE)

Secondo David in carriera per il cantautore Diodato

La serata dei David di Donatello, rimarca anche il successo di un grande maestro del cinema italiano, Marco Bellocchio, che con il film “Rapito” che, dopo il trionfo ai Nastri D’Argento, si aggiudica sei statuette (sceneggiatura non originale, fotografia, scenografo, costumista, truccatore ed acconciatore) con la pellicola dedicata alla storia di Edgardo Mortara il bambino ebreo rapito da Papa Pio IX nel 1851 e cresciuto con educazione cattolica. Grande emozione, infine, per il David al Miglior Documentario consegnato a Mario Martone per “Laggiù qualcuno mi ama“, docufilm dedicato a Massimo Troisi.

Vincenzo Lombardi