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Nata da un’intuizione di Gino e Michele, i papà di “Zelig” e talent scout di tanti comici della TV e del cinema, è stata per 45 anni iconico simbolo delle generazioni che condividevano emozioni, amori, amicizie, voti ed assegni con carta e penna

Ha accompagnato oltre cinque generazioni per quasi 45 anni. E’ stata simbolo di moda, marchio icononico, luogo di ritrovo per i grandi nomi dello spettacolo che ne “dipingevano” le pagine con storie, racconti e narrazioni. E’ stata social prima dei social, diario di bordo, compagna di viaggio. Ha creato relazioni reali e non virtuali ma soprattutto è stata conservata gelosamente dagli studenti, accompagnandoli anche oltre la scuola in trasferimenti, traslochi, matrimoni e separazioni. Definire la Smemoranda un’agenda-diario è davvero troppo riduttivo. La “Smemo” è stata quello che abbiamo detto e tanto altro ancora. Il primo pensiero quando si tornava dalle vacanze, l’ultima pagina da riempire prima della campanella che sanciva la fine dell’anno scolastico.

La Smemoranda rischia seriamente di scomparire dagli scaffali delle cartolerie e soprattutto dalle vite delle nuove generazioni troppe impegnate a scaricare nuove APP social, forse senza nemmeno conoscere la storia di quelle pagine che hanno raccontato mesi sui banchi di scuola, amicizia, litigi, amori adolescenziali, voti ed assegni. Nata nel 1978 da una delle tante geniali intuizioni di Gino e Michele (i “papà” di “Zelig” e talent scount di tanti comici della TV e del cinema), Smemoranda è stata la prima vera alternativa al classico e freddo diario. Ricca di illustrazioni, memo da scambiare, vignette, illustrazioni e quella condivisione da generare attraverso carta e penna senza like ed emoticon.

Antonio Albanese e i suoi personaggi nello spot Smemoranda del 1993
Il fallimento decretato il 20 gennaio scorso. Si cerca chi possa rilevare il marchio per permettere alla “Smemo” di essere presente sugli scaffali per il prossimo anno scolastico. Da Fellini a Jovanotti, da Antonio Albanese a Ligabue, sono stati in centinaia ad affidare alle pagine di Smemoranda pensieri e racconti

Smemoranda è ufficialmente fallita il 20 gennaio 2024 a seguito di un’asta, che avrebbe dovuto stabilirne il futuro, ma che è andata deserta. Ci aveva provato il marchio Giochi Preziosi a tenerla in vita ma i conti non sono tornati e la crisi Covid, con l’introduzione della Didattica a Distanza, ha dato una sorta di mazzata definitiva insieme con il diffondersi a macchia d’olio della digitalizzazione e delle agende scolastiche fornite dagli istituti, senza contare la concorrenza che negli ultimi trent’anni ha in parte annullato ogni monopolio, compreso quello di Smemoranda.

I giovanissimi Aldo, Giovanni e Giacomo, testimonial Smemoranda

Del resto la prima dichiarazione di fallimento del gruppo finanziario Smemoranda Group è datata marzo 2023, esito che si è tentato di scongiurare con lunghe trattative con fornitori e creditori e che è stato però riconfermato dall’insuccesso dell’asta per i diritti del marchio che si è tenuta nei giorni scorsi. Da Federico Fellini a Roberto Benigni, da Jovanotti a Luciano Ligabue sono stati oltre 300 i collaboratori di Smemoranda dal suo inizio. Sulle pagine della “Smemo” sono entrate personalità di ogni campo (sportivi, attori, scienziati, poeti), permettendo all’iconico love band di entrare nelle case e soprattutto negli zaini di milioni di studenti.

Vincenzo Lombardi